FORMULA 1 VERSO ABU DHABI

Caccia ai premi di consolazione per Mercedes e Ferrari, Verstappen permettendo!

Alpine e McLaren si contendono sul circuito di Yas Marina il quarto posto tra i Costruttori

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Dai veleni del finale incendiario della scorsa stagione al festoso (si spera) ultimo giorno di quest'anno. Dodici mesi (anzi poco più di undici causa anticipo "World Cup") e tutto è cambiato ad Abu Dhabi. Tutto tranne il nome del campione del mondo, che è ancora (già!) Max Verstappen, l'asso pigliatutto che si è appunto preso vittorie, titolo e titoli, concedendo poco e malvolentieri nel corso del Mondiale e che lo scorso weekend a San Paolo ha in qualche modo scaricato... sul compagno di squadra Perez la propria frustrazione da GP corso lontano dal vertice, mentre le Mercedes volavano e le Ferrari le inseguivano vanamente. Conti in sospeso da regolare (sportivamente!) a Yas Marina non ce ne sono più molti e non riguardano SuperMax che però - potete scommetterci - farà di tutto per sigillare il 2022 con un'altra vittoria, exploit che sposterebbe più o mneo inevitabilmente gli equilibri nelle rimanenti sfide.

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Diciannove punti (524 a 505) dividono Ferrari e McLaren nella corsa al secondo posto del Mondiale Costruttori. Parte invece da un piano di assoluta parità (quota 290) la sfida per l'identica missione sul versante classifica piloti. Premi di consolazione che già raccontano di una stagione dominata da Verstappen e dalla Red Bull. Poi c'è il confronto - a maggior ragione accessorio - tra Alpine e Mercedes per il quarto posto Costruttori. Curiosamente, come tra Maranello e Stoccarda, anche tra il team bleu e quello papaya sono diciannove le lunghezze a vantaggio di Alpine, che domenica scorsa ad Interlagos ha inflitto un pesante quattordici (punti) a due ai diretti rivali.

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Andiamo però con ordine. La sfida principale (perché incerta) è quella tra Leclerc e Perez. Conterà tutto, anche il punto del giro più veloce. Potrebbe contare molto, incidere sull'esito del confronto, insomma spostare gli equilibri, l'atteggiamento dei rispettivi compagno di squadra. E da questo punto di vista sarà decisivo il livello del confronto stesso perché - come in Brasile e più ancora che in Brasile - ben difficilmente Verstappen e Sainz rinunceranno ad una vittoria o comnque alla prospettiva di un podio al sipario stagionale. Il monegasco in rosso ed il toro (scornato) messicano insomma devono cavarsela da soli, possibilmente evitando lamentazioni radiofoniche che - lo scorso weekend - hanno lasciato molti con l'amaro in bocca, nonché le rispettive cabine di regia con... un palmo di naso!

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Non abbiamo dimenticato la Mercedes. La doppietta brasiliana è ampiamente replicabile ma tutt'altro che facile pratica da evadere. Intanto è molto diverso il circuito e lo saranno le circostanze. Quanto a Lewis Hamilton (certo, non ci eravamo dimenticati nemmeno di lui). La sua missione-vittoria è senza via di ritorno: nel senso che Yas Marina è per il sette volte iridato l'ultima chance di chiudere anche questo Mondiale (come tutti gli altri della sua carriera) con almeno una vittoria nelle tasche della tuta.

Tornando poche righe sopra, potrebbe Russell dargli strada, se domenica le due W13 fossero al comando con margine? In ogni caso lo stato di forma delle Stelle autorizza l'ipotesi di un confronto con la Ferrari apertissimo e - per i palati più fini - addirittura appassionante. La storia di Abu Dhabi racconta di tredici edizioni filate del GP, 2020 pandemico compreso. Sei i successi della Mercedes, cinque quelli della Red Bull, uno a testa per McLaren e Lotus. Nessuna affermazione invece per la Ferrari.

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Tra i piloti, la tradizione dice bene ad Hamilton che ha tagliato cinque volte per primo il traguardo di Yas Marina: quattro con la Mercedes, una con la McLaren... powered by Mercedes. Rosberg e Bottas hanno guidato una volta a testa la Mercedes al successo da queste parti. Quanto alla Red Bull, Verstappen cova il desiderio di vincere e nel caso farebbe pari con Sebastian Vettel che ha vinto le prime due edizioni del GP e poi quella del 2013, un anno dopo l'exploit di Kimi Raikkonen al volante della Lotus-Renault: quello passato alla storia per il "Leave me alone, I know what I am doing" via radio! Proprio un anno fa ad Abu Dhabi Iceman disputava l'ultimo GP della sua carriera, incombenza che quest'anno tocca a Vettel e (ormai è pressoché certo) a Daniel Ricciardo. A proposito dell'australiano (o meglio di McLaren) l'albo d'oro di Yas Marina concede una piccola speranza in più alla McLaren, come detto vincitrice (nel 2011) con Hamilton. Il campo opposto Alpine spera invece nelle proprie ascendenze... patriottiche, visto che Renault ha vinto (come motorista di Red Bull e Lotus) quattro delle prime cinque edizione della gara.

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Oltre che per campioni del calibro di Vettel e Ricciardo (e lasciando in sospeso il "pericolante" destino iridato di Mick Schumacher), la quattordicesima "rappresentazione" del GP di Abu Dhabi segna anche l'addio al Mondiale di Nicholas Latifi, anzi del "fatal Latifi" di Yas Marina 2021, quello dell'incidente che - a sei giri dalla bandiera a scaccchi - provocò l'ingresso in pista della safety Car ed innescò il controverso finale di gara ed il ribaltamento della sfida, con il titolo che in un amen passa di mano: da Hamilton a Verstappen.

 

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