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Cos'è il biglietto da visita europeo

Ecco perché la Juventus ha scelto di cambiare per cambiare

di LUCA MOMBLANO
Cos'è il biglietto da visita europeo

Guardiola ridicolo, Pochettino sparito, Sarri unica porta verso il Paradiso Champions. Si entra nell'ultimo fine settimana senza allenatore della Juventus, però la Juventus ha già imboccato la strada della novità: Allegri Out è stata una consapevole scelta di vita. Il giusto o lo sbagliato saranno pesati nel quotidiano, ma definiti soltanto al termine del secondo anno dopo Cristiano. Una scelta volta a presentarsi, mirando geneticamente, attraverso "un biglietto da visita più europeo" (cit.). Ma di cosa si tratta? Cosa si intende alla Continassa? Perché sarebbe necessario proprio adesso?

Il fattore CR7, reso unico e solitario e nudo davanti alla sconfitta (soprattutto quella allo Stadium contro l'Ajax), ha la sua incidenza perché termini inflazionati ma eloquenti come strategy, vision, brand e worldwide football passano dal sostengo degli asset principali. Ronaldo è l'accelerazione di ciò che diversamente era programmato avvenisse - con determinazione e buonsenso - in tre anni. Un po' come il primo scudetto di Conte, che ha spostato le lancette bianconere avanti di un intero piano industriale.

Il biglietto da visita in questione parte però sempre dal campo. Lo ricorda il presidente Agnelli ogni volta che affronta i vasti temi aziendali: questi sono i satelliti-volano conseguenza unicamente di ciò che arriva attraverso i risultati. Che adesso devono necessariamente essere europei. Adesso che di Ronaldo ci si prende il secondo anno e forse il migliore per questioni di anagrafica messe insieme al bagaglio dei dodici mesi di esperienza a Torino e più generalmente nel contesto del calcio italiano. Ecco perché la Juventus ha scelto di cambiare per cambiare, e se non può essere la fantascienza da fantamercato del Fantacalcio di Pep (un altro a secco di trofei continentali da troppo tempo, se parametrato alla sua aura e alla sua fama) allora si cambia comunque. O per lo meno ci si prova. Assumendosi il rischio di voler convincere competitor, giornalisti e pubblico che la Juventus non è più la matrice italiana dell'utilitarismo all'ennesima potenza. Bensì tremendismo, contrattacchi, sfide a centro ring tra pesi massimi senza mai utilizzare la guardia e il passettino indietro come solo la Juve di Lippi riuscì a essere da quando il calcio è una cosa scientificamente ed economicamente rilevante. Non siete già curiosi di cotanta novità?

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