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Caro Buffon, stavolta è arrivato davvero il momento di appendere i guanti!

C’è un momento nella vita di un calciatore (e non solo) che arriva per tutti

di STEFANO DISCRETI
Caro Buffon, stavolta è arrivato davvero il momento di appendere i guanti!

C’è un momento nella vita di un calciatore (e non solo) che arriva per tutti. Il più duro, il più difficile da accettare. E’ quell’attimo in cui ti rendi (o ti fanno rendere…) definitivamente conto che è finita, che gli anni sono volati via e che la tua carriera da giocatore è terminata. Le attese della partita, i ritiri, gli allenamenti, gli stadi pieni, i tifosi che invocano il tuo nome. Tutto finito ma è la vita. Personalmente ho sempre amato i ritiri alla Michel Platini o alla Zinedine Zidane, ovvero quel decidere di fermarsi quando ancora si fa la differenza. Quando si è rimpianti da tutti. Non ho mai sopportato invece, mi fanno sempre tenerezza (anche pena a volte), quelle carriere trascinate in eccesso nei tempi con giocatori che da leader assoluti, top-player , idoli dei tifosi, diventano improvvisamente un peso, un fastidio. Finiscono la carriera da compatiti. Purtroppo nessuno ha ancora inventato il filtro magico dell’eterna giovinezza ed è nella natura delle cose che tutto abbia un inizio ed una fine.

Fatta questa doverosa premessa, mi auguro che nei prossimi giorni Gianluigi Buffon annunci il suo ritiro da calciatore professionista o perlomeno annunci la sua volontà di lasciare il calcio che conta per andare a fare esperienza in altro continente. In altro calcio meno competitivo. Prolungare oltre la sua carriera non avrebbe davvero senso. Già è stato difficile quest’anno vederlo difendere la porta di un’altra squadra ma la sua scelta dell’anno scorso aveva anche un senso ovvero la volontà di dimostrare alla Juventus che non era ancora finito e che il tempo di sedersi in panchina non era ancora arrivato. Poi, ovviamente, a dargli la voglia di continuare c’è stata sempre quella maledetta ossessione per la Champions che da sempre lo accomuna con la Juventus. Ci ha provato Gigi e aveva scelto anche un club fortissimo come il PSG di Mbappè, Cavani e Neymar squadra che aveva tutte le carte in regola per arrivare sino in fondo, sino al Wanda Metropolitano di Madrid. Non ce l’ha fatta invece la squadra francese, per via della clamorosa eliminazione subita ad opera del Manchester United anche e soprattutto per colpa della “papera” proprio di Buffon nella gara di ritorno. Il destino di Champions si è quindi accanito nuovamente con lui e a fine anno i dirigenti parigini gli hanno ribadito quello che già l’anno prima si era sentito dire dal presidente Andrea Agnelli: “Caro Buffon è stato un onore averti con noi ma adesso non siamo più in grado di garantirti il posto da titolare”.

Perché continuare ancora allora Gigi? Perché prolungare oltre la tua strepitosa, impareggiabile, carriera e andare magari ad aggiungere nuove “papere” che invece non meritano di essere accostate al tuo immenso talento? Il fato ha voluto che nonostante 3 finali di Champions League tu non potessi alzare quella Coppa al cielo. D’altronde come ama ripetere Francesco Guccini “la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo” e la sfortuna, in quella competizione, ha deciso per te. Non prolungare oltre la tua carriera, lo smalto dei bei tempi non c’è più. Sei stato il portiere più forte di sempre, non terminare la carriera con un rendimento da onesto portiere di metà classifica. Vederti difendere un club di basso/medio livello europeo sarebbe davvero inguardabile così come osservarti seduto tristemente in panchina a renderti conto dell’età che è passata. Siamo quasi coetanei Gigi (ci divide un anno), bisogna accettare che gli anni passano, ci saranno tante occasioni per fare ancora bene nella vita ma in altri ruoli. Oggi, da calciatore, avrebbe senso solo se tu continuassi per difendere da titolare garantito la porta del Barcellona o del Real Madrid (cosa assai inverosimile). In tutti gli altri casi la tua scelta farebbe davvero tenerezza. E’ toccato a tutti prima di te, Gigi. Meglio esser rimpianti oggi che compatiti domani. E’ arrivato il momento di appendere i guanti ed uscire di scena tra gli applausi del pubblico pronto ad alzarsi in piedi per applaudire il più grande portiere di sempre!