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Cuore Tifoso Inter: tra sosta e rinnovi

Un inizio settembre caratterizzato dalle nazionali e dai prolungamenti contrattuali

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Ci siamo, come ogni anno. Lo scotto da pagare, ad inizio campionato, è il caratteristico stop per le avventure delle varie nazionali; che sono sempre in lizza per guadagnarsi un posto al sole. Siano qualificazioni europee, mondiali, tornei di dubbio valore – diciamolo, la Nations League non è profondamente penetrata nel cuore e nell’anima dei tifosi del vecchio continente i quali, ancora oggi, spesso si chiedono la motivazione di siffatta formula – poco conta; l’unica certezza sono i viaggi continui e logoranti a cui i giocatori si debbono sottoporre.

Settembre mese di qualificazioni, dicevamo. In casa Inter questo settembre sarà anche il mese deputato al prolungamento del contratto di due giocatori, oltre ad un dirigente, Piero Ausilio. Croce e delizia della tifoseria interista, alcuni lo amano, altri meno, penso sia uno dei migliori quando si tratta di impreziosire il valore dei giovani primavera che si affacciano al mondo professionistico. Nessuno come lui, o pochissimi se vogliamo puntualizzare, sa trarre il massimo vantaggio dalla cessione delle promesse che la cantera nerazzurra sforna anno dopo anno, frutto di investimenti tali da consentire alle giovanili di stare sempre ai vertici delle categorie di appartenenza. E i calciatori? Samir Handanovic e Danilo D’Ambrosio; entrambi prolungheranno fino al 2022.

Il portierone sloveno, oggi trentacinquenne, ha il suo tallone d’Achille nelle uscite alte, strano per uno oltre il metro e novanta con una stazza non indifferente, mentre la reattività tra i pali è da numero uno, così come la prontezza sui traversoni bassi. E non vale ricordare gli errori dell’attuale capitano; nel corso di una stagione ad ogni portiere capita di sbagliare, l’errore dell’estremo difensore è molto più “pubblicizzato” di quello di un compagno, ma le occasioni nelle quali Samir ha levato le castagne dal fuoco all’Inter sono state innumerevoli. Basta ricordarne una, la partita pazzesca con l’Empoli che ci ha consentito di poter disputare questa edizione della Champions League.

Diverso discorso per Danilo D’Ambrosio. Sì, perché lui in ogni campionato parte dalla panchina salvo poi accorgersi che, a fine stagione, ha giocato più partite di tutti o quasi. D’Ambrosio è il classico esempio di giocatore che conosce i suoi limiti e cerca di migliorarsi, allenamento dopo allenamento, stagione dopo stagione. Oggi è praticamente insostituibile per Antonio Conte, sono seriamente curioso di capire la nuova disposizione della difesa nerazzurra una volta recuperati alla causa Godin e De Vrij.

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