CONTRASTI

Lasciate riposare Maradona

Non l'abbiamo fatto vivere, e neanche morire, in pace

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Con la propria morte Maradona ha, se possibile, superato l’ultimo ostacolo che lo separava dalla dimensione divina. Con essa il suo mito ha ripreso lo stesso vigore dei giorni migliori, se non di più: Buenos Aires e Napoli, Medina e Mecca del culto. La processione infinita, noncurante persino di una pandemia mondiale, e gli innumerevoli tributi nella Capitale; l’altare ai Quartieri Spagnoli, il battesimo del San Paolo nella seconda casa di Diego. Comprensibili manifestazione di affetto e dolore per l’icona. Ma si sa, il confine tra idolatria e ossessione è piuttosto labile. Sfortunatamente, lo sviluppo mediatico delle vicende relative al Pibe sembra averlo varcato da un pezzo. La stampa argentina, con cadenza quasi quotidiana, riporta aggiornamenti relativi alle circostanze della morte del Diez. Spuntano fuori con insistenza gli sfoghi delle figlie, accuse da parte della famiglia, della stampa, dell’opinione pubblica ora allo staff medico curante, ora all’entourage di Diego. Filtrano messaggi, note vocali, frammenti di privacy, qualsiasi cosa assicuri un tassello a una trama che – lungi dal risolversi – aggiunge un denso strato d’odio alla tragica morte di Maradona.

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