"Ho deciso di dire addio al calcio. Anche se una piccola porta la lascio ancora aperta. Chissà, non si sa mai. Ma al momento, sto bene così. È iniziata una nuova pagina della mia vita". Con una lunga lettera affidata al giornalista Gianluca Di Marzio, Leonardo Pavoletti ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato all'età di 37 anni. La decisione arriva dopo a poco meno di sei mesi dall'addio al Cagliari, club in cui ha ricoperto il ruolo di capitano e che oggi considera la sua seconda casa: "Cagliari è casa. È la sensazione di aver trovato il proprio posto nel mondo e di non avere bisogno di cercare altro. Cagliari è l’unione tutta sua del popolo sardo".
Una storia d'amore lunga nove anni e culminata nel gol più importante della sua carriera: quello segnato nei minuti di recupero di Bari-Cagliari nella finale di ritorno dei playoff di Serie B 2023, decisivo per la promozione dei sardi nella massima serie. "Non aspettavo altro, ma Ranieri mi tiene in panchina. Quella maledetta panchina, come quando ero ragazzo. Il tempo scorre, 0-0. Entro solo all'89'. Ma la vita me lo ha insegnato, ogni minuto può essere importante. Mi sono allenato per questo. Cross dalla destra, ci arrivo prima di tutti. 0-1, siamo in Serie A. Tutto riassunto in 5 minuti. Mi è capitato di ripensarci", ha scritto ricordando quel magico momento.
Nella lunga lettera c'è spazio anche per ripercorrere i suoi inizi difficili nel mondo del calcio e per le emozioni vissute con la maglia del Genoa: "Vincevamo. Segnavo. Eccome se segnavo. E tutto Marassi urlava il mio nome. Tra i momenti più belli della mia vita. Un bambino che viveva un sogno. Il nome scritto sulla maglia. Uno stadio che canta per te. Ero diventato Pavoloso".
Tra le altre cose, poi, non nasconde le incertezze e le emozioni sul futuro e sul nuovo capitolo della sua vita: "Ogni tanto sono impaziente, vorrei già sapere come andrà, leggere il finale di quella pagina. Ma la vita mi ha insegnato ad avere pazienza".