Lo strano destino di Stroppa, fenomeno in Serie B con numeri da incubo in Serie A
Con le 6 sconfitte di questa stagione la media-punti nella massima categoria è scesa a 0,49 per partita, in B è più del triplo
di Enzo Palladini© Getty Images
Giovannino Stroppa aveva piedi fatati. Da giocatore (probabilmente ancora oggi) metteva la palla dove voleva, da fermo o in movimento. Sempre con i giri giusti, sempre nel punto d'arrivo prescelto. Una dote tecnica che gli ha consentito di ritagliarsi uno spazio in un Milan pieno di fenomeni, di strappare un po' di minutaggio ad Arrigo Sacchi che per arrivare al risultato non guardava in faccia a nessuno. Il medagliere dice: 1 Coppa dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali (gol nella finale 1990 contro l'Olimpia Asunciòn), 3 Supercoppe Uefa, 1 Supercoppa Italiana. Mai da protagonista assoluto, ma sempre con validi contributi da parte sua.
Da allenatore, Stroppa ha mantenuto quella magia solamente nel campionato di Serie B, del quale è diventato un vero e proprio mago: l'ultima promozione in Serie A con il Venezia è la quarta della carriera, dopo quelle ottenute con Crotone, Monza e Cremonese. I numeri sono impressionanti: in 268 partite delle regular season, ha ottenuto 128 vittorie, 71 pareggi e 69 sconfitte. con una media-punti di 1,70 a partita. Ancora più significative le cifre dei playoff disputati: su 12 gare affrontare, solo due sconfitte a fronte di 7 vittorie e 3 pareggi. Analogo il percorso in Serie C (una promozione in B con il Foggia): 109 partite in 3 stagioni, 47 vittorie, 37 pareggi e 25 sconfitte, media-punti anche qui molto alta con 1,63 a partita.
Là in alto però non è la stessa cosa. L'esonero dal Venezia è arrivato dopo 6 sconfitte in 6 partite, mentre quello precedente in Serie A con il Monza - sempre dopo 6 giornate - faceva seguito a 5 sconfitte e un pareggio. Il totale della carriera in Serie A dice: 6 vittorie, 6 pareggi e 37 sconfitte, con una media di 0,49 punti a partita. Più di molti suoi colleghi, dunque, Stroppa ha sempre sofferto il salto di categoria, un destino che lo accomuna a Pippo Inzaghi, altro super specialista in promozioni (la prossima probabile con il Palermo), che però in Serie A ha sempre faticato. La differenza tra i due è che Inzaghi è partito dall'alto, dalla panchina del Milan, mentre Stroppa arriva dalla gavetta. Eppure i loro due tragitti potrebbero essere quasi sovrapposti. Superpippo sembra essersene fatto una ragione e dopo l'ultima promozione con il Pisa ha deciso di ripartire dalla B accettando la sfida del Palermo.
Quale possa essere il motivo di questo rendimento così differente non è facile da capire. Ovvio che chi arriva dalla Serie B ha in mano squadre adatte alla categoria e non sempre i rispettivi club sono in grado di attrezzarle per la Serie A, però tutto questo non può essere sufficiente. Il Venezia ha speso parecchi soldi sul mercato per cercare di adeguarsi, ma al momento i frutti non si sono visti. L'idea che ci si può fare guardando la squadra in campo è che ci sia una bella idea di gioco, ma non supportata da una fase difensiva poco efficace. Tanti sono i complimenti piovuti addosso al Venezia di Stroppa per la bellezza di certe azioni, però poi sono arrivate solo sconfitte. Qualcuna anche sfortunata. Non si può dire che Stroppa non sia un bravo allenatore, la sua storia parla per lui. È quella Serie A che gli va indigesta, ma sarebbe bello che qualcuno gli offrisse un'altra opportunità, magari con una rosa più strutturata.