L'Europa League ha ridato morale alla Juventus, che dopo il pareggio di Cagliari ha bisogno di riprendere la corsa anche in campionato. A Torino, però, arriva una Lazio capoclassifica e a +5 sui bianconeri. Un avversario che Luciano Spalletti chiede di affrontare con attenzione e motivazione. "Va sottolineato il lavoro di Gattuso, è quello che è stato più bravo tra di noi in questo momento: con lui mettiamo Alvini e Pisacane. La Lazio è una squadra riconoscibile con tante individualità come Frattesi, che è dirompente", ha detto il tecnico toscano alla vigilia.
Come arriva la squadra a questa partita? "Il recupero è partito alle 4.30 del mattino. Il giorno dopo abbiamo fatto solo una ricognizione perché c'è chi non dorme in aereo. Dal punto di vista fisico non abbiamo fatto niente né ieri né oggi. Si elencano le cose che devono avere presenti e immaginarsi. La partita non inizia quando fischia l'arbitro. Quello che diventa differente è che voi non avete idea di come si recupera".
Sulla formazione: "A volte non gioca il migliore, ma il più fresco".
Spalletti, squalificato, sarà in tribuna a causa del battibecco con Pisacane: "Ho bisogno di essere nervoso probabilmente fino ad ora non lo sono stato abbastanza. Mi aiuta a mettere più energia e trasferire di più ai miei calciatori. I calciatori guardano tutto e vedono anche le mie reazioni, io devo avere un brutto carattere, mi sarebbe piaciuto avere un brutto carattere. Devo fare delle cose che hanno un senso. Poi è venuto fuori quello che succede spesso, sono state dette delle cose non corrette. Io non sono andato lì per litigare, ci siamo guardati in modo intenso, ma non ho fatto niente. Se i direttori di gara hanno deciso che non fosse corretto sto fuori e la vedrò dallo stadio. Probabilmente alla fine del primo tempo entrerò in contatto al telefono con i miei giocatori perché fino a quel momento mi fiderò dei miei collaboratori. Ho il miglior secondo del mondo che non cambierò mai. Mi fido ciecamente di Domenichini. Per cui sarò tranquillo che verrà fatto tutto quello che sarà giusto".
La domanda che si fanno anche i tifosi: Woltemade e Kolo Muani possono giocare assieme? "Questo è il dilemma, ce ne sono anche altri che valuteremo in queste ore. Tentando di ragionare nello scorrimento della partita. Non esistono titolari e riserve. È un modo limitato di ragionare, bisogna allargare i titolari. Woltemade a Cagliari è rimasto sorpreso, a Vigo l'ha messa dentro., Bispgna essere pronti quando il destino ti bussa alla porta e premia i più determinati. Però ci devo pensare bene a chi far giocare perché se io faccio giocare tutti e due avrò meno impatto di poter cambiare qualche cosa perché quelli che possono avere questa forza sono Kolo, Woltemade e Nico e poi bisogna andare a riprendere Gatti. Per cui è un ragionamento da fare in profondità".
Morale alto dopo l'Europa League? "Ti aiuta se vinci la partita, altrimenti sono carichi di critiche, perché alla Juventus vengono sabbie mobili in tutto il campo. Bisogna stare attenti a dove si cammina, noi non vogliamo sprofondare nelle sabbie mobili che vengono create. Bisogna avere quella determinazione lì. Vivere bene le situazioni ti porta a immaginarti gli errori inattesi. I dettagli ci servono per essere ancora più squadra”.
Sulle condizioni di Boga: "Ha mezz'ora nelle gambe. Zhegrova ha fatto vedere le sue caratteristiche e le sue giocate che hanno imprevedibilità per lui e per gli avversari. Naturalmente bisogna trovare quegli equilibri di squadra. Quando parte Tavares, lo devi rincorrere, le due punte devono tornare in mezzo se no si rischia l'inferiorità numerica. É un ragionamento che va fatto. Può trovare spazio Zhegrova da titolare, avrebbe meritato di giocare di più per quello che ci ha fatto vedere".
Capitolo Sarr: "Sarr sa fare un po' tutto, non lo ha fatto vedere, ma ha una bastonata da fuori. È un calciatore totale. È un po' regista, incursore, recupero palloni. Recupera l'azione da solo mettendoci dentro le caratteristiche di tutte le posizioni che va a fare. E mancandoci Thuram lui ha le stesse caratteristiche di Thuram e McKennie".
Tornando alla squara e alle critiche: "Io reagisco perché si dà il taglio peggiore. Sì è criticato che ho detto che sono sul carro di Kolo Muani. Vuol dire che apprezzo la sua persona e le sue caratteristiche. Bisogna andare sopra il livello, ma bisogna avere equilibrio. Ma a me la squadra è piaciuta per quello che ha fatto. A Cagliari si è fatta una grande partita, ma è arrivato un pareggio. La squadra ragiona in modo corretto perché quando vediamo i video condivido con i giocatori e vedo completa dedizione. Io ho occhi speciali per loro. Sono un gruppo forte e sano e sono convinto che sono sulla buona strada”.
Sul futuro dopo il suo "mi gioco la fine della carriera" successivo al pareggio di Cagliari: "Io non smetto dopo la Juventus, e non smetto neanche dopo la squadra che verrà dopo la Juventus. E poi c'è sempre il 'Califfo' (riferimento a Franco Califano, ndr), 'non escludo il ritorno'".