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Juve, chiarimento Spalletti-Conceicao: il portoghese si è spiegato col tecnico e con Carnevali

Caso rientrato in seguito alla tensione dopo il cambio in casa del Celta Vigo. Il padre Sergio: "Spalletti ha ragione, ma situazione da non ingigantire"

17 Ott 2026 - 10:13
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Conceicao-Spalletti, "caso" definitivamente rientrato. Un pensiero in meno per la Juventus alla vigilia della sfida dell'Allianz Stadium contro la Lazio, fondamentale per tornare alla vittoria anche in Serie A dopo il successo in Europa League. Proprio al termine della sfida di giovedì in casa del Celta Vigo, si erano registrate scintille tra il tecnico e l'ala portoghese, che non aveva gradito il cambio a suo dire anticipato al minuto 64. Pugno alla panchina, botta e risposta con Martusciello (assistente di Spalletti) e infine via negli spogliatoi, prima di rientrare in panchina. 

Conceicao, chiamato a rispondere ai microfoni nelle interviste del post partita, aveva subito minimizzato: "Non ho litigato con nessuno". Spalletti aveva preso subito di petto l'accaduto: "Gli conviene essere arrabbiato con se stesso. Altrimenti ne dovremo parlare". Chiaro il messaggio al fantasista, successivamente ancora avvisato dal tecnico toscano: "Deve mettere carattere nei 70 minuti che trascorre in campo, non nei 20 successivi. Ci sono anche altri compagni forti fuori e infatti quando hanno giocato, hanno ribaltato la partita". 

Poco più di 24 ore dopo, alta tensione smorzata dall'intervento dello stesso tecnico e della dirigenza juventina. Prima del rientro a Torino dalla Spagna, lo stesso Conceicao ha chiarito le sue azioni e si è spiegato con Spalletti e l'Ad Giovanni Carnevali, come racconta il Corriere dello Sport. All'orizzonte, nessuna panchina punitiva o altri provvedimenti disciplinari per Chico, pronto a rientrare subito in campo per aiutare la Juventus. 

Caso Conceicao-Spalletti, parla il padre Sergio

 Anche Sergio Conceicao, padre di Francisco ed ex calciatore di Lazio, Parma e Inter oltre che ex allenatore del Milan, è intervenuto sulla questione: "Partiamo da un principio chiaro: l'allenatore ha sempre ragione. Se Spalletti ha pensato che fosse meglio fare quella sostituzione, avrà avuto i suoi motivi. Però va capita anche la frustrazione di un calciatore che voleva dare di più. Questo è il mio pensiero da allenatore, nella mia squadra voglio sempre un giocatore che ha personalità e si arrabbia per una sostituzione piuttosto di uno a cui non importa nulla. Sono episodi che si vedono spesso nel calcio, magari non bellissimi, ma non vanno nemmeno ingigantiti", ha detto a La Gazzetta dello Sport.