L'INTERVISTA

Inter, Jones scalpita: "L'Inter come il Liverpool: il divario in Europa non è così ampio"

Il centrocampista inglese: "Abbiamo tutto ciò che serve per essere competitivi in Champions"

23 Ott 2026 - 10:59
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© Footy Headlines
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Il rientro è un poco più vicino: non nel derby, ma potrebbe essere nel successivo impegno di Champions contro il Feyenoord. Per ora Curtis Jones, fermatosi a inizio ottobre per un problema muscolare, prosegue nel recupero, con il personale disappunto di non aver potuto dare il contributo sperato alla causa cui si è votato, facendo di tutto per lasciare la casa madre di Liverpool per vestire la maglia nerazzurra. L'Inter, senza l'apporto suo e in pratica anche degli altri due suoi connazionali, viaggia veloce in campionato e in Champions si è rimessa in carreggiata con la vittoria contro lo Shakthar: "Sono convinto al 100% che possiamo essere competitivi in Champions League" ha dichiarato l'inglese a Dazn. "Se guardo i miei compagni, per qualità e individualità, c'è la possibilità di segnare, fare assist, creare occasioni. Sento un forte spirito di squadra, un'energia generale. Siamo in grado di rimontare, anche quando l'avversario segna per primo. Non ci spaventiamo. Non perdiamo la testa. I tifosi sono fantastici. Anche questo è di grande aiuto. Sento semplicemente che la squadra ha quello che serve. Non avrei mai scelto una squadra che non avesse tutto il necessario. Ci possono essere dei dettagli da migliorare, ma il divario non è così ampio".

L'impatto con la Serie A non è stato diverso da quello che si immaginava. Difficoltà comprese: "Da fuori tutti pensano che la Serie A sia un campionato più lento e che il livello non sia così alto. Sono d'accordo solo in parte. Le partite sono più lente per il modo di affrontarci degli avversari. Al Liverpool era esattamente uguale. Essendo una delle squadre più forti del campionato, difficilmente gli avversari venivano a pressarci, ma rendevano tutto più difficile con un blocco basso. Se sei la squadra più forte, con i migliori giocatori, è questo quello che gli avversari faranno. In Italia come in Inghilterra".

Con Stones ancora fermo - per l'ex City il rientro dovrebbe coincidere con l'incrocio col Como prima della sosta - e Spence inevitabilmente alla ricerca di una condizione che dopo due mesi di stop non può essere ancora al top, la colonia inglese non ha potuto sin qui dare l'apporto previsto. Da loro, tuttavia, è lecito aspettarsi molto: "Sicuramente aggiungiamo ulteriore esperienza. Sia io che Jones, ma anche Spence, abbiamo giocato in Champions. Si può parlare anche dell'intensità che portiamo, ma è anche una questione di abitudine alle grandi partite".

Infine, per Curtis, una battuta sul legame speciale tra tifosi e squadra che tanto lo avevano colpito quando con il Liverpool venne a giocare a San Siro: "Ho notato subito la connessione tra giocatori e tifosi. Io e il Liverpool abbiamo sempre avuto questo tipo di legame speciale con i fan, il nostro dodicesimo uomo in campo. Penso che per chi ama l'Inter valga la stessa cosa. Quindi è stata una scelta facile. Non sarò mai timido. Non avrò mai paura. Non voglio essere un giocatore che ha sempre una via d'uscita facile. Voglio correre dei rischi con la palla, anche quando sono sotto pressione. Quando funziona è fantastico, ma devo accettare che non può essere sempre così. Ci sono cose che faccio in campo di cui i compagni si accorgono - ha concluso - e che i tifosi potrebbero non vedere. So che oggi il calcio si misura in statistiche, gol e assist. Magari io non segno quanto altri, ma faccio tante altre cose sul campo che compagni e staff notano e apprezzano".