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Pennella assist e disegna traiettorie perfette: l'eterno Mkhitaryan è più utile che mai

Contro lo Shakhtar ha mandato in gol Carlos Augusto, a Bologna ha innescato il brasiliano per il tris di Bonny: quando gioca l'armeno insegna calcio

22 Ott 2026 - 14:45
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Gli sono bastati due minuti dall'ingresso in campo al posto di Bonny, alla mezz'ora, per trovare Carlos Augusto con un pallone dei suoi, telecomandati. Mkhitaryan trova spazi che gli altri non vedono, disegna traiettorie sul prato come un pittore sulla tela. A lui addirittura non serve neanche guardare per indirizzare il pallone dove vuole. Lo sa e basta. Il brasiliano è nel posto giusto per andare a colpire, l'armeno lo serve con un assist da applausi. Bellezza e precisione. E arriva il gol che decide la sfida Champions contro lo Shakhtar. "Ho fatto lo scatto della mia vita - ha detto Carlos Augusto a InterTv nel dopo gara - Poi conosco Miky da anni e sapevo che l’avrebbe messa lì, è un giocatore straordinario e mezzo gol è suo". Il 'binario' Mkhitaryan-Carlos Augusto aveva già funzionato benissimo già sabato nella trasferta di Bologna: l'armeno entra in campo al 79' al posto di Thuram e quattro minuti dopo confeziona un passaggio perfetto per il compagno di squadra che poi la mette a centro area per il tris nerazzurro firmato Bonny.

L'estate scorsa Chivu ha voluto a tutti i costi che restasse oltre la scadenza del contratto il 30 giugno. E Mkhitaryan, 38 anni il prossimo gennaio, ha fatto tutto da solo: non ha avuto bisogno di agenti e consiglieri per discutere e poi firmare il rinnovo con il club nerazzurro. "Nella mia esperienza ho trovato un solo giocatore così, che è sopra la media sotto ogni aspetto. Sul campo, fuori, nella gestione della propria carriera - disse di lui ai tempi l'ex ds dell'Inter Piero Ausilio - L'armeno che va come un treno è di un'altra dimensione". "L'Inter ha bisogno di una persona come lui, per il suo essere professionista esemplare e per quanto è importante nel gruppo. Ci darà una grossa mano anche in questa stagione", ha detto nel post Shakhtar il suo allenatore, che sa bene quanto possa dare alla causa e finora lo ha impiegato anche forse più di quanto era previsto a inizio stagione (due presenze da titolare contro Udinese e Parma in campionato). Avrebbe anche potuto segnare il raddoppio, servito da Thuram, non ha optato per la soluzione di prima intenzione e ha perso l'occasione. Ma a quel punto il capolavoro era già stato fatto.