Carlos Augusto in "versione Dimarco": segna ed è determinante, Chivu studia in che posizione piazzarlo
Un Carlos Augusto così non si era mai visto. È lui il miglior interprete a disposizione di Chivu fino a ora. Il brasiliano sa fare tutto e bene. Ora il tecnico pensa a dove schierarlo
Nell'irrazionalità di un'Inter definitivamente pazza, c'è un altro aspetto che rende l'idea della riluttanza nerazzurra a banalità e convenzioni calcistiche. Solitamente la palma di miglior giocatore spetta agli attaccanti o giocatori offensivi (vedi l'assegnazione dei recenti Palloni d'Oro). Ma negli ultimi 12 mesi, è la fascia sinistra che regala punti, gioie e trofei agli interisti. Dalla fabbrica di cioccolatini (arrivati a destinazione dei tiratori) della premiata ditta Dimarco, insignito del MVP 25/26, al jolly con il capello del carnevale di San Paolo, sua città d'origine, di Carlos Augusto.
E' senz'altro il brasiliano il miglior giocatore di questo primo spezzone stagionale. Se pochi mesi fa l'azzurro relegava spesso in panchina (o sul centrosinistra nel terzetto difensivo) il collega, ora il ballottaggio potrebbe avere un nuovo vincitore. A meno di sorprese Dimash, finora appannato, lascerà la fascia al dirimpettaio per lo Shakhtar Donetsk. Ma guardando più in prospettiva, il quesito si pone nello staff di Chivu: dove è più funzionale il classe '99? Da esterno a tutta fascia o come "braccetto di sinistra"?
Il presupposto è indubbio: Carlos sa calarsi egregiamente in entrambe le funzioni. Se posizionato da quinto, l'ex Monza ha maggior discrezionalità di partecipare alla manovra offensiva, consentendogli di chiudere a rete il passaggio tagliato proveniente dal destro di Zielinski (come a Bologna) o di Lautaro (a Madrid). Il mancino raffinato e potente gli permette inoltre di prendersi la licenza della conclusione da fuori area, come in occasione del gol che riaprì la partita contro l'Udinese.
Il laterale brasiliano dà, tuttavia, anche maggiore stabilità a una retroguardia scricchiolante. È fattuale che, con Carlos Augusto in campo, l'Inter subisca meno, sebbene sia spesso subentrato in momenti in cui la banda di Chivu era straripante e votata all'attacco per rimontare. Ma anche questo può essere un'indicazione. In 348 minuti (più minuti di recupero) accumulati, i campioni d’Italia sono stati bucati cinque volte. Nei restanti 462 (più recupero) senza il proprio numero 30, sono stati subiti il doppio dei gol (10).
Sarà un caso, chissà. Ma le galoppate in avanti e all'indietro di Carlos ne fanno una certezza in entrambe le fasi. E in viale della Liberazione queste performance non possono essere ignorate in ottica rinnovo. Il brasiliano se lo sta meritando a suon di gol (già tre) e assist (due). Chivu si affida al suo "imperatore" per invertire il trend in Europa. Un ecosistema in cui corse senza sosta, il contributo nell'area avversaria e la difesa della propria (vero Inter?) rappresentano gli ingredienti principali per fare strada.