CHAMPIONS LEAGUE

Inter, le cifre del disastro difensivo: ha preso il doppio dei gol rispetto all'anno scorso

Soprattutto in Champions la differenza pesa, ma a San Siro in totale le reti subite sono già dieci

di Enzo Palladini
14 Ott 2026 - 13:54
 © Getty Images

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Per molto meno, in altri tempi sarebbero scattati allarmi rumorosi se non addirittura assordanti. Invece l'Inter di oggi e Cristian Chivu hanno ancora un pochino di credito da spendere, frutto del doblete conquistato nella passata stagione. Però confrontando l'inizio 2026-27 con l'analogo periodo 2025-26, si scopre che i numeri della fase difensiva sono veramente preoccupanti. In 6 partite di campionato più 2 di Champions, i nerazzurri hanno segnato 22 reti incassandone 14. Un anno fa, a parità di gare giocate, i gol segnati erano gli stessi, ma i gol presi erano esattamente la metà, cioè 7, di cui 4 tutti in una volta nell'incredibile partita persa per 4-3 sul campo della Juventus di Tudor. 

Va ricordato anche un altro dettaglio. Un anno fa la posizione di Chivu, almeno nella testa della tifoseria, era tutt'altro che salda. Molti avrebbero visto con favore un suo esonero (e conseguente ritorno di Mourinho sulla panchina nerazzurra) dopo la doppia sconfitta contro Udinese e Juventus alla seconda e alla terza giornata. Eppure quello contro i friulani era stato l'unico vero inciampo a San Siro, dove l'Inter segnava a raffica (5 gol al Torino, 4 alla Cremonese, 3 allo Slavia Praga) e subiv pochino (4 gol al passivo). Quest'anno il Meazza ha visto sempre l'Inter vincere in campionato, ma l'ha anche già vista subire 10 reti tra Serie A e Champions League. Non è un cammino da Inter, o almeno non da Inter ambiziosa come quella che siamo abituati a vedere negli ultimi anni. 

Un anno fa, Chivu era un novellino sulla panchina di una grande squadra, aveva alle spalle solamente uno scorcio di stagione con il Parma. Aveva ereditato da Simone Inzaghi una squadra ridimensionata psicologicamente dal sanguinoso epilogo della stagione 2024-25. Aveva avuto poco tempo per rimettere insieme i cocci dopo una breve vacanza (non priva di polemiche interne),  eppure dopo quel doppio sbandamento iniziale aveva rimesso la sua fuoriserie in carreggiata, regalando anche l'illusione di una Champions da protagonista. Quest'anno sembrava tutto più facile, anche con l'aiuto di alcuni acquisti scelti dallo stesso allenatore. Invece l'Inter funziona solamente dalla cintola in su. I gol arrivano con la stessa frequenza dell'anno scorso (uno in più in campionato e uno in meno in Champions), ma è la fase difensiva che non funziona. Troppe distrazioni, troppi errori individuali.

Akanji sembra meno attento dell'anno scorso, Bastoni sembrava recuperato del tutto e contro il Bruges è stato negativo al massimo, Pavard ha voluto restare a tutti i costi ma si trova spesso in difficoltà, Stones si è infortunato subito come del resto gli è successo spesso negli ultimi anni. Presi singolarmente, i difensori interisti hanno buone doti tecniche, l'impressione è che manchino due caratteristiche: la compattezza del reparto e l'animus pugnandi, lo spirito da combattenti che l'anno scorso veniva impersonato da Acerbi e De Vrij. Attenzione: questo non significa che sia stato un errore non rinnovare il contratto ai due senatori. Significa semplicemente che andava preso almeno un difensore con quelle caratteristiche, uno di quelli che se si accorge di qualche distrazione, sale di trenta metri, dà una stecca all'avversario più pericoloso, si becca il cartellino giallo senza fiatare e tornando indietro dice ai compagni: "Ecco come si fa". L'Inter lo aveva in mano, ed era Cuti Romero. L'ha lasciato libero di andare all'Atletico Madrid. E il vecchio amico Cholo ringrazia di cuore. 

In Italia si vincono partite come quella contro l'Udinese, nella quale l'Inter è partita praticamente dallo 0-2 con le solite amnesie, rimontando poi con il suo straordinario potenziale offensivo. In Europa no. La Champions League è un altro sport. Anche le squadre di seconda e terza fascia interpretano le partite con lo spirito da Champions: zero pause, zero distrazioni, altrimenti è una sconfitta sicura. Non pensano alla successiva partita di campionato, si giocano tutto e subito. L'Inter perde in Champions da quattro partite consecutive, di cui solo una contro una grande squadra (il Real), le altre tre contro comprimarie come il Bodo e il Bruges. Giocando con la leggerezza difensiva delle prime due gare, andare avanti sarà davvero complicato. Ma c'è ancora tempo. Quel credito che gli rimane, Chivu deve spenderselo meglio che può.