IL BILANCIO

Caos Coronavirus: tra i dirigenti si salva solo Malagò

Diamo i voti a chi ha dovuto gestire l'emergenza nello sport

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Giovanni Malagò voto 7: si dimostra il nostro dirigente sportivo più consapevole. Interviene sul calcio quando vede la situazione precipitare. Sollecita Governo, Federazione e Lega calcio ad allinearsi all’emergenza. In attesa della politica decide autonomamente. Sospende lo sport nazionale a tutti i livelli imponendo al Governo un decreto che doveva essere emesso almeno una settimana prima. Lucido


Gabriele Gravina: voto 6: non fa danni e questo è un grande merito in un mondo del pallone ampiamente fuori controllo. Si muove con il consueto garbo per riattacare i cocci ma la pacatezza in questo frangente è un limite. Le richiesta della sospensione del campionato era sacrosanta ma andava esibite con maggior forza. Leggero

Paolo Dal Pino voto 4: Un unico alibi: ha dovuto fronteggiare una situazione senza precedenti. Ma la gestisce malissimo. Prima chiude le porte degli stadi poi le apre. Si ostina far giocare Juve-Inter (ma anche Juve-Milan di Coppa Italia) con i tifosi. Una scelta che, con il senno di poi, poteva trasformare Torino in un lazzaretto. Litiga con Marotta, polemizza a distanza con Gravina, se la prende con il Ministro Spadafora, contesta il Sindacato Calciatori. Contribuisce alla distruzione dell’immagine del calcio italiano. Disastro

Damiano Tommasi voto 5: dal 2011 alla guida del Sindacato calciatori che resta una creatura impalpabile se si esclude la presenza mediatica. Interviene in ritardo nel dibattito sullo stop al campionato, lo sollecita ma non lo impone, minaccia scioperi che non fa mai. E’ coprotagonista della farsa di Parma-Spal. Bocciato

Vincenzo Spadafora voto 3: Ministro dello Sport da cinque mesi si trova a gestire una vicenda evidentemente più grande di lui. Manda indicazioni contraddittorie e fuori tempo massimo, Fa appelli anziche decidere (come richiederebbe il suo ruolo). Infila gaffe clamorose in serie come la vana richiesta di trasmettere le partite in chiaro (ma ci vorrebbe un suo decreto). Si supera domenica quando si appella alla Figc per sospendere il campionato a pochi minuti dall’inizio di Parma-Spal. In questo modo contraddice il decreto notturno del suo Governo che autorizzava lo svolgimento del torneo a porte chiuse. Senza bussola

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