Thiago Motta e la Nazionale: Conte lo ignora, meriterebbe gli Europei?

Il centrocampista è il faro del Psg e farebbe da chioccia a Verratti, ma il ct non lo ha mai convocato

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Qualche settimana fa hanno chiesto a Laurent Blanc quali sono i tre giocatori del suo Psg ai quali non rinuncerebbe mai. Risposta senza esitazioni: Thiago Silva, Ibrahimovic e... Thiago Motta. Troppo importante per gli equilibri del suo Psg, troppo importante per fare da scudo e da mentore a Marco Verratti, sia quando i due giocano assieme sia quando l'ex Pescara è out. Nel frullatore potremmo mettere anche qualche altro ingrediente, a favore e contro. E cioè: Motta va per i 34 anni, Motta è al primo posto nella classifica di passaggi realizzati in questa Champions League, Motta è stato indicato da Ancelotti come sicuro allenatore di successo nel futuro. E, infine, che Thiago Motta non è mai stato convocato in nazionale da Antonio Conte.

Partiamo dalla fine: il Psg ai quarti di finale di Champions ci è andato anche grazie a Thiago Motta. Semplicemente illuminante la palla con cui ha servito Di Maria in occasione del 2-1 poi firmato da Ibra (e che ai tifosi dell'Inter ha ricordato una pennellata simile nel derby vinto 4-0 nel 2009). Un marchio di fabbrica, da parte di un giocatore che vede calcio. Magari alla sua velocità, mai elevata. Ma gli equilibri, la precisione e la sapienza tattica, con Motta, sono garantiti. Poi, certo, a volte si scopre l'altra faccia della medaglia: in occasione del pareggio del Chelsea, ad esempio, Motta ha perso un contrasto sanguinoso sulla propria trequarti, per poca velocità e agilità.

Però i numeri non mentono: Motta ha completato 764 passaggi su 817 in Champions League, più di tutti, con una precisione del 94%. Dietro di lui c'è Toni Kroos, che lo supera in precisione (95%), ma su un totale molto inferiore (589 su 619). In Ligue1 spadroneggia: in un match ha completato 162 passaggi su 167, record. E non sono tutte palle orizzontali, come i suoi detrattori potrebbero opinare: la palla, con Motta, spesso corre anche in verticale. Eppure il suo nome non compare mai quando si parla di Europei e di Nazionale.

Diciamolo subito: da sempre, quello di Motta, non è un nome che scalda né i tifosi azzurri né Antonio Conte. Negli occhi dei sostenitori della nazionale ci sono prestazioni poco sostanziose agli ultimi Mondiali. In generale, a Motta è sempre stato contestato il fatto di essere compassato e quindi poco spettacolare. Antonio Conte, dal momento del suo insediamento, non ha mai pensato di convocare il centrocampista del Psg: la sua idea di calcio, probabilmente, si sposa poco e male con il passo, appunto, di Motta. Il ct azzurro predilige un centrocampo più dinamico, nel quale lo stesso Verratti a volte rischia di stare fuori.

Però l'Italia avrebbe bisogno di qualità. Marchisio è l'unico punto fermo, anche perché Verratti non dà garanzie soprattutto dal punto di vista fisico ed è stato più volte punzecchiato da Conte: "Decida se diventare il nostro leader". De Rossi ha altre caratteristiche e non attraversa certo il momento migliore della carriera. L'unico nome alternativo, e più giovane, potrebbe essere quello di Jorginho. Anche perché Pirlo, con ogni probabilità, non verrà rispolverato.

In un ipotetico 4-3-3 un terzetto Marchisio-Motta-Verratti non sarebbe poi tanto strampalato, anzi. L'affiatamento tra i due del Psg è ai massimi, Verratti verrebbe anche sollevato di notevoli responsabilità, giocando da mezzala. E comunque Motta accetterebbe anche un impiego partendo dalla panchina, garantendo esperienza e qualità. Conte potrebbe farci un pensierino, anche se lo stesso Motta sa che la convocazione è un miraggio: "Mi piacerebbe molto giocare l'Europeo, ma so anche che è difficile: Conte ha creato un gruppo che si è conquistato la qualificazione dopo il brutto Mondiale che abbiamo fatto. Per me, però, sarebbe un Europeo davvero particolare".