Skriniar-Ranocchia salvano l'Inter

A San Siro gara decisa dai due difensori. I campani, in 10 per l'espulsione di Viola, protestano per un rigore non concesso per un fallo su Cataldi

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Nel secondo anticipo della 26a giornata di Serie A, l'Inter batte 2-0 il Benevento a San Siro e sale momentaneamente al terzo posto con 51 punti in classifica. Brutta la gara giocata dai nerazzurri, salvati da due gol ravvicinati dei suoi difensori centrali: prima Skriniar al 66' poi Ranocchia al 69' trovano i colpi di testa vincenti che battono Puggioni. I campani, ultimi a 10 punti, chiudono con l'uomo in meno per l'espulsione di Viola.

Il calcio riesce a sorprendere, anche quando in campo si vede qualcosa di ben lontano dallo spettacolo e dal bel gioco: e così succede che un'Inter impacciata, spaventata, a lungo in difficoltà e anche fischiata riesca a scacciare i fantasmi e a battere l'ultima in classifica grazie a due colpi di testa provenienti dai difensori, senza aver mai creato occasioni e avendo messo a referto un solo tiro nello specchio. Nulla di nuovo in realtà, per una squadra che ha nelle pochissime conclusioni verso lo specchio un marchio di fabbrica, per nulla invidiabile. Spalletti ha risparmiato Icardi in vista del derby, ha rischiato Rafinha dal 1' ma ha avuto bisogno di due calci piazzati, un corner e una punizione per andare a rete perché la manovra resta lenta, prevedibile, facile da bloccare e rendere innocua. Di positivo, insomma, c'è solo il risultato per il tecnico. Oltre alla classifica, in attesa di Lazio e Roma. Il Benevento, ordinatissimo per oltre un'ora, raccoglie la 13esima sconfitta di fila fuori casa peggiornado il dato negativo che condivideva con la Cremonese della stagione 1984-85. L'Inter migliora i suoi numeri: con questa sono due le vittorie nelle ultime 13 gare, Coppa Italia compresa, e soprattutto migliora la media degli ultimi 10 match nei quali aveva ottenuto i medesimi punti, nove, proprio del Benevento fanalino di coda. Del resto i nerazzurri sono la squadra che più ha segnato di testa e i campani quella che di testa ha subito il maggior numero di reti: la soluzione della gara, in fondo, è tutta qui. 

Bastano i primi minuti per inquadrare l'Inter che si mostra subito impaurita e contratta: le lancette dell'orologio hanno fatto ancora pochi giri quando i primi passaggi sbagliati fanno piovere brusii e fischi dagli spalti: i nerazzurri, d'altronde, mostrano tutti i limiti già evidenziati negli ultimi due mesi e mezzo e a poco o nulla serve l'utilizzo di Rafinha, tenuto a freno dalla guardia di Sandro. La squadra di Spalletti non riesce ad andare a prendersi il pallone pressando alto, non ci sono le giuste distanze tra i reparti e manca soprattutto la capacità di attuare un fraseggio rapido nello stretto, di cercare l'imbucata, di muovere palla velocemente avanti e indietro, di tentare la soluzione che apra spazi o crei superiorità. Al Benevento basta rimanere compatto serrando bene le linee (nel suo 4-3-3 che in fase di non possesso diventa 4-4-1-1)per non rischiare praticamente nulla: De Zerbi tiene una difesa molto alta che si muove in sincronia e lascia spesso in fuorigioco i tagli centrali tentati da Perisic e Candreva. Ma i campani fanno di più: cercano di non buttare mai via la palla, di far uscire l'Inter e farla correre, di impostare il gioco con i centrali di difesa e un centrocampista a turno che si abbassa sempre. E' una squadra organizzata che controlla senza patemi la lentezza, il caos, la paura dei nerazzurri, imprecisi anche nelle giocate più semplici. Guilherme con la palla tra i piedi palleggia bene, Coda e Brignola spaziano sul fronte d'attacco senza dare riferimenti e così il primo tempo logico e sensato che sancisce il debutto del Benevento alla Scala del calcio è di gran lunga la cosa migliore vista in campo. L'Inter non chiudeva una prima frazione senza tirare in porta dal settembre 2016, quando in panchina siedeva quel De Boer le cui esternazioni degli ultimi giorni sull'anarchia dello spogliatoio interista risuonano come lugubri moniti, quasi vendicativi, ad accompagnare i fischi di San Siro sulla propria squadra.

Nerazzurri fermi, impauriti anche in un inizio di ripresa che non lascia presagire un umore differente perché ritmo e intensità restano illustri sconosciuti. E allora servono due giocate da palla inattiva per dare la scossa, la svolta. E in entrambi i casi ci mettono la testa i due difensori centrali: prima Skriniar sfruttando una spizzata di Vecino da corner poi Ranocchia sulla punizione battuta da Cancelo firmano un doppio vantaggio nel giro di tre minuti alquanto insperato. La mossa che ha preceduto tutto (da segnalare anche una protesta di Cataldi per un fallo in area di Ranocchia) porta la firma di Spalletti che inserisce Karamoh per Rafinha e sposta Candreva in posizione di trequartista dando ai suoi, per lo meno, più coraggio in fase di spinta. La rapida doppia mazzata è troppo per il Benevento, uscito di scena senza nemmeno avere modo di rendersene conto. Le sgroppate di Karamoh e Cancelo provano a dare dignità, quasi a giustificare, una vittoria che l'Inter in realtà non ha fatto nulla per ottenere e meritare e per cui deve ringraziare gli unici due uomini autori di una prestazione di sostanza: i difensori goleador. La notte di San Siro porta un'Inter fragile e incompiuta al terzo posto, sapendo che il giorno potrebbe rimettere tutto in discussione dopo che le romane saranno scese in campo. Ma soprattutto sapendo che Spalletti dovrà davvero inventarsi soluzioni alternative perché la squadra vista contro l'ultima in classifica è davvero poca, pochissima, cosa. E il derby è alle porte.

Ranocchia 7 - Il migliore per lucidità e tempismo già nel lugubre primo tempo. La sua testata chiude il match e ha l'effetto di una tisana rilassante su squadra e tifosi

Rafinha 5 - Non può avere colpe l'ultimo arrivato ma alla sua prima da titolare non graffia mai: Sandro lo controlla bene e lui riesce, al massimo, a procurarsi qualche punizione. mai uno spunto, un dribbling, un'idea 

Perisic 4,5 - Conferma il momento no: un fantasma. Quando si fa vedere è in fuorigioco

Eder 5 - Non conclude, non dialoga con i compagni, non fa salire la squadra: sembra scappare dalla palla anziché dettare il passaggio o buttarsi in area

Brignola 6,5 - Il giovane talento lanciato da De Zerbi conferma tutte le sue qualità anche nello stadio più difficile: lanci, aperture, corsa. Si fa vedere tanto in fase di costruzione e non si tira indietro in fase di contenimento

Coda 5,5 - Splendidamente lanciato verso Handanovic da Brignola, spara alto in contropiede la palla che poteva sbloccare la gara e indirizzarla diversamente

Sandro 7 - Uscito lui, l'Inter ha segnato. Non un caso. La sua esperienza e la sua lucidità sono vitali. Cancella Rafinha, si fa sempre vedere smarcandosi e chiamando palla. Un faro. 

INTER-BENEVENTO 2-0
Inter (4-2-3-1): Handanovic 6; Cancelo 6, Skriniar 6,5, Ranocchia 7, D'Ambrosio 5,5; Vecino 5, Gagliardini 5; Candreva 5, Rafinha 5 (20' st Karamoh 6), Perisic 4,5 (35' st Brozovic 5); Eder 5. A disp.: Padelli, Pissardo, Miranda, Santon, Dalbert, Lisandro Lopez, Borja Valero, Karamoh, Icardi, Pinamonti. All.: Spalletti 6
Benevento (4-3-3): Puggioni 6; Sagna 6, Djimsiti 6, Tosca 5,5, Letizia 5,5; Viola 5,5, Sandro 7 (20' st Del Pinto 5), Djuricic 6 (1' st Cataldi 6); Guilherme 6,5, Coda 5,5 (40' st Diabaté sv), Brignola 6,5. A disp.: Brignoli, Gyamfi, Memushaj, Costa, Venuti, Parigini, Billong, Iemmello, Lombardi. All.: De Zerbi 6
Arbitro: Pairetto
Marcatori: 21' st Skriniar (I), 24' st Ranocchia (I)
Ammoniti: Candreva (I), Ranocchia (I), Viola (B), Del Pinto )B)
Espulsi: Viola (B)
Note: Al 35' st espulso Viola per doppia ammonizione

Prima di stasera per l'Inter l'ultima gara casalinga di Serie A senza tiri nello specchio nel 1° tempo era stata nel settembre 2016 vs Juventus.
Infatti il primo tiro nello specchio per l'Inter è arrivato al 54° minuto di gioco.
L'Inter ha vinto le ultime due partite casalinghe dopo quattro gare interne in cui aveva ottenuto tre pareggi e una sconfitta
L'Inter ha segnato 11 gol di testa in questo campionato, più di ogni altra squadra – il Benevento ne ha subiti 12, record negativo.
Nessun difensore ha segnato più di Milan Skriniar in questo campionato (quattro gol).
L'ultima volta che avevano segnato due difensori dell'Inter in Serie A era il 20/02/2016 contro la Sampdoria (Miranda e D'Ambrosio).
L'Inter ha segnato 16 gol su sviluppo di calcio piazzato, solo la Juventus con 18 ha fatto meglio in questo campionato.
Il Benevento ha effettuato 10 tocchi in area nel primo tempo: record per i campani in trasferta in Serie A.

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