Attesa la sentenza d'appello a Milano per l'ex capo ultrà Lucci e altri

13 Ott 2026 - 12:30

E' prevista per il pomeriggio la sentenza nel processo milanese di secondo grado del filone principale, con rito abbreviato, scaturito dalla maxi inchiesta della Dda di Milano, della Polizia e della Gdf ribattezzata "doppia curva" sugli ultras di San Siro. Tra gli imputati Luca Lucci, l'ormai ex leader della curva Sud milanista, detenuto e presente in aula davanti ai giudici della terza sezione penale d'appello, che si sono ritirati in camera di consiglio per il verdetto, atteso verso le ore 15. Lucci ha avanzato istanza di concordato in appello ad una pena di 8 anni di reclusione (che comprende la continuazione con altre condanne definitive arrivate nel frattempo). È una sorta di patteggiamento in secondo grado con il via libera della Procura generale milanese per l'accusa principale di essere stato il capo dell'associazione per delinquere che avrebbe gestito la Sud rossonera. Lucci, però, è anche accusato del tentato omicidio, come mandante, dell'ex ultrà rossonero Enzo Anghinelli nel 2019 e per questa imputazione la sostituta pg Simonetta Bellaviti e il pm Paolo Storari hanno chiesto altri 5 anni, con una pena complessiva, dunque, che potrebbe arrivare a 13 anni. In primo grado era stato condannato a 10 anni. Per l'imputazione sul tentato omicidio la difesa di Lucci insiste sui motivi d'appello per la sua innocenza. La strada dei concordati in appello, su cui i giudici dovranno decidere, è stata intrapresa anche da altri sette imputati, tra cui ultras milanisti e interisti. Da tutti in pratica tranne Giuseppe Caminiti, ritenuto dagli inquirenti vicino alla 'ndrangheta, e sempre per l'accusa di associazione per delinquere. Tra gli imputati figura Daniele Cataldo, l'ex vice di Lucci. Anche lui ha concordato una pena di 8 anni, ma è anche imputato come esecutore per il tentato omicidio di 7 anni fa.