NBA

Basket, Nba: un Doncic straordinario piega San Antonio. Ok Boston, Houston e Milwaukee, Gallinari ko

Lo sloveno firma 42 punti e va in tripla doppia nel 117-110 agli Spurs. Serata storta al tiro per l'azzurro di Oklahoma (14 punti), i Clippers vincono 90-88

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In Nba brilla la stella di Luka Doncic, che realizza 42 punti, 11 rimbalzi e 12 assist, ed è il secondo più giovane di sempre ad andare in tripla doppia con almeno 40 punti. Grazie allo sloveno, Dallas batte San Antonio 117-110: per Marco Belinelli solo 5 punti. Va poco meglio per Danilo Gallinari, autore di 14 punti nel k.o. di Oklahoma sul campo dei Clippers (90-88). Houston domina 132-108 Portland, bene anche Boston, Milwaukee e Toronto.

LOS ANGELES CLIPPERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 90-88
Alla fine, è tutta questione di ex. La vittoria dei Los Angeles Clippers (9-5), ancora privi di Kawhi Leonard, si legge soprattutto così. Una partita dura, equilibrata fino all'ultimo secondo, decisa dagli episodi. Mancano 25 secondi al termine quando Paul George (ex Oklahoma) realizza la tripla decisiva dell'89-88, dopo che Danilo Gallinari aveva trovato la bomba dell'86 pari e Chris Paul (22 punti) aveva segnato i liberi del +2. Ovviamente, due ex dei Clippers. Okc (5-8) ha anche la chance per vincerla: Shai Gilgeous-Alexander fallisce la tripla del nuovo sorpasso; Gallinari prenderebbe fallo su un rimbalzo offensivo, ma Doc Rivers (coach dei Clips) chiama il challenge e la terna arbitrale converte la decisione in una semplice rimessa. L'azzurro (14 punti con 3/13 dal campo) fallisce un altro tiro e le speranze di Okc finiscono qui. Il miglior marcatore di serata è Montrezl Harrell, autore di 28 punti e 12 rimbalzi in uscita dalla panchina.
 
DALLAS MAVERICKS-SAN ANTONIO SPURS 117-110
I numeri prima di tutto: 42 punti (record in carriera), 11 rimbalzi, 12 assist. Sesta tripla doppia stagionale: il migliore in questa Nba, staccato di due lunghezze un certo LeBron James. Lo sloveno è anche il secondo più giovane di sempre a centrare una tripla doppia con almeno 40 punti: solo il 23 dei Lakers ci era riuscito prima di compiere 21 anni. Punti non solo utili per scrivere pagine di storia, ma anche alla vittoria di Dallas (8-5), come ad esempio la tripla a 26.5 secondi dalla fine che porta i Mavs sul 115-110 dopo che San Antonio aveva recuperato un -14 nell'ultimo quarto. La prestazione di Doncic oscura il career-high di Dorian Finney-Smith (22 punti) e la doppia doppia (18+10) di Kristaps Porzingis. Gli Spurs sono in crisi nera: sei k.o. di fila (la più lunga striscia dal 2011) per la peggior partenza negli ultimi 23 anni, quando ancora Tim Duncan doveva esordire con i neroargento. L'unico a salvarsi è il solito DeMar DeRozan (36 punti, massimo in stagione), cinque punti per Marco Belinelli, ancora in difficoltà (2/8 dal campo). 

PHOENIX SUNS-BOSTON CELTICS 85-99
Pronto riscatto per i Boston Celtics, che dopo aver interrotto la striscia di vittorie contro Sacramento, tornano a vincere e raggiungono il record di 11-2. Protagonista della serata Jayson Tatum con 26 punti (più di un quarto dei punti totali di squadra), seguito dai 19 di Kemba Walker. I Celtics guidano di 15 all'intervallo grazie a un parziale di 20-4 alla fine del secondo quarto, mentre nella ripresa il vantaggio non scende mai sotto il +9. Decisiva la difesa, che si conferma tra le migliori per efficienza (103.2 punti concessi ogni 100 possessi) e che permette di vincere anche in una serata in cui Boston tira con il 41% dal campo e con il 29% da tre. Il migliore per Phoenix è Devin Booker, con 20 punti.

HOUSTON ROCKETS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 132-108 
Sta segnando talmente tanto da far sembrare 36 punti un calo di rendimento: la prestazione di James Harden contro Portland (5-9), in effetti, gli “abbassa” la media-punti a 39.2. Il secondo in questa classifica, Antetokounmpo è a 30.3. Se poi si aggiungono 28 punti di Russell Westbrook (alla terza tripla doppia in stagione, con 13 rimbalzi e 10 assist) si capisce come il match del Toyota Center non abbia avuto molto altro da dire. Houston (11-3) comanda con una doppia cifra di vantaggio per praticamente tutto il match e ritrova anche Clint Capela e Danuel House dopo gli infortuni. In casa Portland altra serata complicata per Damian Lillard (13 punti), guida il tabellino CJ McCollum (25).

CHICAGO BULLS-MILWAUKEE BUCKS 101-115
Ce la mette tutta Chicago per fermare Giannis Antetokounmpo. Ma il massimo non basta contro il Greak Freak, che realizza 33 punti, conditi da 10 rimbalzi: Milwaukee (10-3) espugna lo United Center e trova la quarta vittoria di fila. Il greco è alla 13esima doppia doppia consecutiva (la più lunga striscia attiva in Nba) ed è aiutato da un Brook Lopez autore di 19 punti, 10 rimbalzi e cinque stoppate. Per Chicago (4-10) deludono LaVine (11) e Markkanen (9), male al tiro, così a coach Boylen non bastano nemmeno i 63 punti della panchina e le tre triple consecutive di Coby White, che portano i Bulls sul 99-98 nell'ultimo quarto. Milwaukee chiude il match con un parziale di 17-2.

TORONTO RAPTORS-CHARLOTTE HORNETS 132-96 
I campioni in carica infrangono il mini-tabù Hornets, con i quali avevano perso le ultime due partite, battendo agilmente Charlotte in casa. Il successo porta la firma di OG Anunoby, autore di 24 punti (massimo in carriera) e decisivo nell'aprire il grande secondo tempo dei canadesi, con 6/7 al tiro nel terzo quarto, di cui 4/5 dall'arco, per un parziale di 16 punti, prima di essere messo k.o. da una gomitata all'occhio di Nicolas Batum (era stato colpito nella stessa zona da Kawhi Leonard due giorni fa). I Raptors (9-4) dominano la terza frazione per 32-18 e coronano la vittoria con un ultimo parziale da 40 punti. Il migliore di Charlotte (6-8) è Marvin Williams con 14 punti.

UTAH JAZZ-MINNESOTA TIMBERWOLVES 102-112
A Salt Lake City c'è un uomo solo al comando: è Karl-Anthony Towns e, per sfortuna dei tifosi Jazz, gioca per Minnesota (8-6). Sette triple (massimo in carriera), 29 punti e ruolo di miglior attore protagonista nel parziale di 18-2 nell'ultimo quarto, decisivo per infliggere la prima sconfitta casalinga stagionale a Utah (8-5). Minnesota, senza il secondo violino Andrew Wiggins, regolano i Jazz a un misero 36.5% dal campo: il punteggio dei padroni di casa è guidato dai 18 punti di Bojan Bogdanovic e dalla doppia (16+14) del solito Rudy Gobert.

BROOKLYN NETS-INDIANA PACERS 86-115 
Match senza storia al Barclays Center di New York. Indiana, ancora con problemi di infortuni, passa con facilità, grazie al career-high di Aaron Holiday (24 punti+13 assist) e i 20 del fratello maggiore Justin. Dopo un primo quarto sottotono (18-18), i Pacers (8-6) mettono in cassaforte il match segnando 41 punti nel secondo quarto, contro i 17 dei Nets. Brooklyn (5-8) si rimette in corsa nel terzo periodo ma non va oltre il -13 dopo un break di 7-0. La squadra di coach Atkinson, a cui non bastano i 28 di Spencer Dinwiddie, crolla nell'ultimo quarto fino al -29 finale.

NEW YORK KNICKS-CLEVELAND CAVALIERS 123-105
Una settimana fa era finita 108-87 per i Cavs, ora è New York (4-10) a prevalere, grazie ai 30 punti (di cui la metà nel primo quarto) di Julius Randle e ai 23 di Marcus Morris Sr. Cleveland (4-9) non mette mai il naso avanti e si deve accontentare dei 18 punti di Kevin Porter Jr. Mai in discussione la vittoria dei Knicks, che stravincono il primo quarto (32-20) e infilano un parziale di 24-8 nei secondi 12 minuti, prima di andare al riposo sul 64-51. Nel terzo trovano il massimo vantaggio di +25, dormendo così sonni tranquilli fino alla sirena finale.
 

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