LA CARRIERA

Zanardi, dal kart agli ori olimpici: una vita sempre al limite

La passione per i motori, il grave incidente nel 2001 e i successi come atleta paralimpico

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Un campione ammirato da tutti per la sua tenacia, il suo sorriso, la voglia di vivere e di non lasciarsi abbattere mai. Bolognese, 53 anni, Zanardi è nato con la passione per la velocità e le corse in auto, prima di diventare uno dei più forti ciclisti paralimpici della storia. Una passione, quella per le quattro ruote, nata a 14 anni, quando il padre gli regalò il primo kart. Poi la lunga trafila nelle formula minori fino ad approdare in Formula 1, nel 1991, con la Jordan. Nel Circus sarebbe rimasto fino al 1994, guidando anche per la Lotus. I risultati però non sono stati quelli attesi e, rimasto senza sedile, Zanardi si trasferì negli Stati Uniti, dove si dedicò alla Formula Cart. Tra il '96 ed il '98 le sue stagioni migliori, durante le quali sfiorò il titolo. La F1 si ricordò ancora di lui nel 1999, quando Frank Williams lo volle sulla sua macchina. Ma non fu un ritorno fortunato ed il pilota bolognese chiuse la carriera con un bilancio di 44 gran premi, ma appena un punto raccolto.

Getty Images

Decise così di tornare alla Formula Cart, fino al terribile incidente in cui perse entrambe le gambeIl 15 settembre 2001, sulla pista del Lausitzring, l'incidente che avrebbe distrutto chiunque con meno vitalità della sua. Durante una gara della Formula Cart la sua Honda-Reynard, intraversatasi all'uscita dalla corsia dei box, venne centrata dalla vettura del canadese Alex Tagliani. In qualche modo riuscirono a portarlo vivo in ospedale, a Berlino. Dopo mesi di sofferenza scandita dalle operazioni, il lento recupero, il riscatto e il ritorno.


Dopo l'incidente del Lausitzring, Zanardi ha cominciato a partecipare a varie manifestazioni per atleti disabili e, parallelamente all'impegno automobilistico, ha intrapreso una nuova carriera sportiva nel paraciclismo, in handbike nelle categorie H4 e successivamente H5. La sua seconda vita sportiva è piena di successi incredibili, tra Olimpiadi (4 ori e due argenti tra Londra 2012 e Rio 2016) Mondiali (12 ori, 5 argentini e un bronzo). Negli ultimi anni, il campione paralimpico si è anche distinto come conduttore (prima di "E se domani" e poi di "Sfide") e come scrittore, dando alla luce tre libri, sulle seconde vite e le opportunità da cogliere.

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