Iapichino conquista il primo posto nel ranking mondiale e pensa ai nuovi traguardi
Intervista esclusiva alla saltatrice azzurra al termine di una stagione straordinaria, culminata con il raggiungimento del primo posto nella classifica iridata del lungo donne di World Athletics
di Ferdinando Savarese© Jump4excellence
Larissa Iapichino ha vissuto un’annata agonistica indimenticabile culminata con il raggiungimento del primo posto nel ranking mondiale del salto in lungo femminile, e scandita dall'argento ai Mondiali Indoor di Toruń, dal titolo europeo a Birmingham, dal trionfo nell'Ultimate Championship di Budapest, e dal nuovo primato italiano di 7,12 metri siglato a Eugene in occasione della Diamond League.
Eppure, di fronte a un cammino stagionale praticamente impeccabile, non è mancata la nota stonata arrivata dalle scrivanie istituzionali, con la scelta di European Athletics di non inserire la campionessa azzurra nel novero delle dieci candidate al titolo di atleta europea dell'anno, un'esclusione eccellente che lascia perplessi addetti ai lavori e appassionati, alla luce dei traguardi conquistati e della continuità esibita dalla 24enne fiorentina in tutto il 2026.
Una scelta che non l'ha minimamente scalfita né intaccato la sua serenità, con la mente già proiettata all'inizio della nuova preparazione atletica sotto la guida del padre-allenatore Gianni Iapichino, con l'obiettivo di continuare a crescere e impostare il lavoro verso i prossimi grandi traguardi internazionali, trasformando qualsiasi dinamica esteriore o nomination mancata in ulteriore stimolo per confermarsi ai vertici della disciplina.
Al di là degli impegni sportivi, la saltatrice azzurra si è anche distinta come figura carismatica e poliedrica fuori dalla pedana, e lo ha dimostrato il suo recente e apprezzato debutto come modella in passerella durante l'ultima Fashion Week, un'esperienza che ne ha evidenziata la naturalezza davanti ai riflettori della moda, oltre che un'attenzione sempre più strutturata alla propria immagine.
Proprio nella settimana in cui la primatista italiana è salita in vetta alla classifica mondiale del lungo donne, è uscita online anche la sua nuova piattaforma digitale ufficiale, uno spazio web dinamico concepito con una narrazione visiva coinvolgente per raccontare traguardi, notizie e retroscena della sua vita sportiva, un ulteriore tassello a conferma della cura per i dettagli e la proiezione verso il futuro di una campionessa che si racconta sempre senza filtri.
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Larissa, tra il record italiano di 7,12 metri, l’oro europeo di Birmingham, l’argento mondiale indoor di Torun e il successo nell’Ultimate Championship di Budapest, il 2026 ti ha regalato risultati straordinari. Possiamo definirla la migliore stagione della tua carriera?
"La stagione 2026 senz’altro a oggi è stata quella dove abbiamo iniziato a raccogliere i frutti del lavoro fatto in questo quinquennio. La considero un punto di partenza dal momento che i prossimi due anni saranno fondamentali e preferisco, in questo caso, tenere molto i piedi per terra. Certamente il 2026 è stato l’anno della consapevolezza nei miei mezzi senza paure."
European Athletics non ti ha inserita tra le dieci candidate al premio di migliore atleta europea dell’anno, che sarà assegnato il prossimo 24 ottobre. Considerando i risultati che hai ottenuto questa scelta ti ha più sorpresa o delusa?
"Per essere sincera ai miei occhi conta prima di tutto essere ai vertici della mia specialità, che mi consente di vincere medaglie e avere prestazioni consistenti. I criteri per stilare certe classifiche sono multipli, non sta a me certo discuterli."
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Il 4 luglio a Eugene hai portato il record italiano a 7,12 metri, superando il primato di tua mamma Fiona May che resisteva da 28 anni. Che cosa ha significato per te raggiungere questa misura e raccogliere un’eredità sportiva così importante?
"Eugene è stato innegabilmente un punto di svolta nella mia stagione e mi ha dato un boost determinante nel proiettarmi verso i successi di fine stagione. Il record italiano era nel mirino dallo scorso anno e corona un percorso fatto con il mio babbo-coach, di nuovo anche in questo caso lo consideriamo un punto di partenza raccogliendo certamente il testimone di mia madre. Adesso abbattuta la barriera dei 7.10 pensiamo alle successive misure."
La vittoria agli Europei di Birmingham e quella nell’Ultimate Championship di Budapest sono arrivate in contesti diversi, ma entrambe hanno confermato la tua capacità di esprimerti al meglio negli appuntamenti che contano. Quale di questi due successi ti ha dato le emozioni più forti?
"I due successi di Birmigham e Budapest per me sono stati emotivamente fortissimi per ragioni diverse. Due cerchi che si sono chiusi. L’oro europeo mai vinto in precedenza da mia mamma e vinto davanti a tutta la mia famiglia allargata racchiude tanto del mio mondo e resterà sempre nel mio cuore anche per quanto successo a fine gara e per la “sorellanza” di pedana con le mie compagne di gare. L’Ultimate è stato una vittoria con me stessa a tutti gli effetti. Da una parte su quella pedana ero scivolata nel 2023 al mondiale e ancora non so come fossi riuscita a finire quella gara per molti 'solo' quinta con 6.82. Dall’altra la vittoria è arrivata in un momento particolare in quanto mi sono svegliata con la notizia della perdita della mia 'terza' nonna, la persona che mi ha cresciuto e il cui nome ho tatuato sul braccio. Tenersi tutto dentro non è stato facile, l’ho fatto anche per lei e perché un giorno triste fosse alleviato da una gioia per tutti noi."
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Il 2025 ti aveva portato la seconda vittoria nella finale di Diamond League, l'oro europeo indoor e il primo salto oltre i sette metri, ma anche la delusione per la mancata finale mondiale di Tokyo. Quell’esperienza nell'ultima gara di un anno certamente molto positivo in ogni caso, ha cambiato qualcosa in te, o in qualche modo è stata solo considerata frutto di una serie di circostanze sfortunate?
"Tokyo come ho sempre dichiarato è stata una opportunità, quellòa di resettare per cambiare alcune cose, e in particolare il mio approccio mentale. Ho affrontato un percorso di terapia personale nel quale sono a buon punto, mi sono fatta aiutare a non avere più paura di essere me stessa, con il mio talento e la mia forza. La strada è lunga ma ho imparato che la mia testa è il mio vero motore, il fattore in più e dovrò sempre saperlo regolare."
Guardando al 2027, con i Mondiali di Pechino a settembre come grande obiettivo su tutto, quali saranno le priorità nella preparazione e soprattutto punterai anche agli Europei indoor di Valencia a marzo?
"Per il momento posso solo dire che l’obiettivo principale del 2027 sono i Mondiali outdoor e la Diamond League mentre, per il resto, abbiamo appena iniziato la preparazione e stiamo introducendo alcuni elementi tecnici che dovrò digerire opportunamente."
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Hai solo 24 anni e hai già raggiunto risultati di assoluto prestigio internazionale. Guardando al tuo potenziale, quali margini di miglioramento pensi di avere ancora, su quali aspetti tecnici, fisici o mentali ritieni di dover lavorare maggiormente, e quali traguardi vorresti raggiungere per portare la tua carriera a un livello ancora più alto?
"I margini di miglioramento sono tanti e su tutti i fronti. Ho già menzionato alcuni aspetti tecnici che vorremmo introdurre per essere ancora più efficace allo stacco, fisicamente lavoreremo ancora sulla velocità e poi mentalmente, perché la mente va sicuramente allenata come il fisico, per cui doppio lavoro. Traguardi? Completare l’atletica come Gianmarco Tamberi al femminile, questo è, e non posso nascondermi, il mio sogno."
Durante la Milano Fashion Week hai vissuto un’esperienza molto particolare, invitata al Vogue World da Ms Wintour, sfilando per Raffaela D’Angelo e partecipando a diversi appuntamenti legati al mondo della moda. Quali emozioni hai provato sulla passerella e ti piacerebbe continuare a metterti alla prova, compatibilmente con gli impegni dell’atletica?
"La Milano Fashion Week è stata una bellissima esperienza, anche perché la moda è una mia grande passione ed è stato un onore essere invitata in certi contesti ed essere vestita da iconici marchi italiani del lusso. Ho accettato di sfilare anche per uscire dalla mia area di
confort e ringrazio chi mi ha dato questa chance perché mi ha aiutata a prendere sempre più consapevolezza della Larissa che sto diventando. Mi piacerebbe continuare a coltivare questo legame con il fashion, senza sottrarre tempo ai miei allenamenti e alle gare che sono la mia priorità, quindi si vedrà. D’altra parte per me è estremamente importante essere versatile, ovvero esprimere i vari aspetti del mio essere, pedana, studio e passioni possono essere conciliate per avere una vita piena ed equilibrata."
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Al di là dell’atletica, quali sono gli interessi e le ambizioni personali che vorresti coltivare nei prossimi anni e come immagini Larissa tra dieci anni, dentro e fuori dalla pedana?
"I miei interessi sono legati soprattutto ai miei studi, ovvero giurisprudenza e sì anche al mondo della moda. Tra 10 anni chissà in pedana cosa sarà successo, non amo pensarci troppo perché vorrei anche godermi il viaggio, ma senz’altro l’obiettivo è crearmi una strada oltre la pedana e mi sto appassionando al diritto sportivo, ma ho anche scoperto una branca di giurisprudenza legata alla moda, quindi vedremo. Idealmente l’aspirazione è conciliare quello che studio con ciò che faccio e amo, credo questa sia la strada giusta."
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