Uyba e Futura: Busto Arsizio città del volley femminile

I successi della Unet E-Work e della Futura Volley Giovani consacrano Busto come roccaforte della pallavolo rosa

di GIACOMO MAGNANI
Uyba e Futura: Busto Arsizio città del volley femminile

Busto Arsizio si scopre città della pallavolo femminile. Non bastavano i successi della formazione più blasonata della provincia varesina, quella del Presidente Giuseppe Pirola targata Unet E-Work, che in questa stagione ha alzato la terza Coppa CEV della sua storia mitigando l’amarezza per l’eliminazione ai quarti nei play-off del campionato. Uno splendido riconoscimento a suggellare un ciclo, quello di Marco Mencarelli, che si chiuderà per intraprendere una nuova esperienza in Toscana con la Savino Del Bene Scandicci.

Uyba e Futura: Busto Arsizio città del volley femminile

Sulla scia della famosa UYBA c’è la Futura Volley Giovani che ha conquistato quest’anno uno storico double: promozione in A2 e conquista della Coppa Italia di B1. Quanto fatto dalle “Cocche” (questo il soprannome delle bustocche) è un’impresa senza precedenti. Ma l’opera è frutto di uno sforzo a 360°, avviato dalla famiglia Forte – che ha sfruttato al meglio gli oltre 30 anni di esperienza nel mondo della pallavolo – e portato avanti da giocatrici che hanno sposato in toto il progetto tecnico di Matteo Lucchini.

I trionfi non nascono per caso. Si creano nella mente di chi osa progettarli. E questo capolavoro è stato concepito in un momento preciso: quando nel 2017 si separarono le strade tra Pirola e la famiglia Forte. Quel desiderio – che poi si è trasformato in necessità – di non buttare via la propria conoscenza di volley ha portato Franco e Michele Forte a creare una nuova società dagli stessi colori delle “cugine”: il bianco e il rosso. Due anni più tardi, i risultati ottenuti parlano chiaro: due double consecutivi, nel 2017/18 e nel 2018/19, che portano una doppia promozione (dalla B2 all’A2) e due coppe Italia di categoria. Mai nessuno come la FVG.
Non solo spaventa la tempistica, ma anche il modo. Le Cocche di Lucchini hanno sbaragliato la concorrenza, cannibalizzato i campionati di B2 e B1, lasciato le briciole alle avversarie. “Il suo nome, detto questa notte, mette già paura”, raccontava Lucio Dalla in una delle sue canzoni più belle dal titolo “Futura”, appunto.

Pirola, dal canto suo, affila le armi per la prossima stagione. Stando alle indiscrezioni, il patron delle Farfalle è pronto a rimpiazzare Mencarelli con un italiano che ha conquistato la pallavolo brasiliana: Stefano Lavarini, 40enne di Omegna che ha centrato la Superliga con il suo Minas battendo 3 a 1 il Praia. Ennesimo titolo di una stagione ricca di soddisfazioni: ha vinto anche il Campionato Mineiro, la Coppa del Brasile e soprattutto la Coppa Sudamericana (l’equivalente della Champions League). Una squadra, quella dell’anno prossimo, che riparte da grandi conferme. Alessia Orro sarà ancora la mente della formazione. Resta la capitana, Alessia Gennari, convintasi dopo il trionfo europeo, così come Giulia Leonardi e Sara Bonifacio. Vestirà il biancorosso per un’altra stagione anche Britt Herbots, classe ’99 stregata dal fascino della maglia bustocca. Grandi progetti per le Farfalle, al lavoro per portare nuovi trofei nella bacheca del PalaYamamay.

Tra la pallavolo e Busto Arsizio scorre un legame sanguigno. Una necessità di vivere il volley sulla propria pelle. Sentirlo come un’eccellenza unicamente bustocca. Di realtà che si nutrono di pallavolo ce ne sono tante, da Monza a Perugia, passando per Ravenna, Bergamo, Brescia e Cuneo. Certo è che l’élite del volley femminile, da oggi, ha una nuova portavoce: Busto Arsizio. Città da quasi 84mila abitanti, terra affamata di pallavolo.

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