Al ristorante, al campo di allenamento, in giro per strada. La fama quando arriva ti segue ovunque. Da un lato è il prezzo da pagare per un Mondiale storico, dall'altro è un costo che per il portiere di Capo Verde Josimas Dias, in arte Vozinha, è già diventato insostenibile.
"Ho perso la pace e la serenità", ha detto in un'intervista all'Observer, aggiungendo che l'esposizione mediatica lo ha reso troppo riconoscibile e che vorrebbe riavere la sua vita di prima.
Sei mesi fa giocava nella seconda divisione portoghese e aveva 56mila follower su Instagram. Poi il Mondiale, lo 0-0 contro la Spagna e la corsa fino ai sedicesimi. Durante il torneo un'emittente brasiliana lancia una campagna per far seguire l'eroe capoverdiano sui social: in pochi giorni il suo profilo raccoglie quasi 30 milioni di iscritti. L'accoglienza in patria è di quelle riservate agli eroi.
Ma la fama non si è fermata all'impresa estiva. Lo ha seguito in Cile, al Colo Colo, dove si è trasferito poco dopo. E non si fermerà presto: a quarant'anni, il suo nome è apparso tra i dieci candidati al premio Yasin come miglior portiere del mondo.