Schwazer, Tamberi: "Giusto punirlo"

"Ho sempre pensato che un atleta pizzicato per doping non debba più vestire la maglia azzurra perché non rappresenta più i valori della nazionale"

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Subito dopo la sentenza che ha sancito la squalifica per Schwazer, Gianmarco Tamberi ha ribadito il suo pensiero. "Se 8 anni sono giusti? Non sono io a dovermi esprimere, ma è stato trovato positivo due volte, e questo non sono io a dirlo... Mi ero espresso prima di questa nuova positività, ho sempre pensato che un'atleta pizzicato per doping non debba più vestire la maglia azzurra perché non rappresenta più i valori della nazionale", ha detto.

Tamberi, out per infortunio dalla gara di salto in alto, ha insistito, spiegando la sua posizione. "Non era un accanimento contro Schwazer, ma semplicemente il mio modo di concepire il mondo dello sport che deve essere senza doping. Se fosse stato un complotto, ed è difficile pensare che la Wada abbia architettato una cosa del genere, sarebbe una cosa talmente grande da mettere sottosopra lo sport mondiale. Se fosse un complotto sarebbe un vero schifo. Otto anni sono giusti? Non lo so, ma è stato trovato positivo per ben due volte, non lo dico certo io. Il doping è una cosa sporca e non deve far parte del nostro mondo".

Tamberi, che ad aprile aveva attaccato Schwazer per la prima volta definendolo la "vergogna d'Italia", nega però di aver detto le frasi riportate dall'Ansa ieri notte dopo la notizia della squalifica per 8 anni del marciatore altoatesino: "Leggere dichiarazioni mai fatte sui giornali mi dà un nervoso enorme! - ha scritto sul proprio profilo Twitter - Non ho mai attaccato Schwazer in questi giorni!".

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