Una settimana al Mondiale: Spagna e Francia contro Argentina e Brasile, ma occhio alle outsider Inghilterra e Germania
A questi nomi va aggiunto il Portogallo, anche se bisognerà capire fino a che punto Cristiano Ronaldo condizionerà il lavoro del CT Roberto Martinez
di Enzo Palladini© Getty Images
Terzo Mondiale da spettatori passivi per gli italiani, primo Mondiale suddiviso tra tre Paesi differenti, ma anche primo Mondiale a 48 squadre. Tra una settimana esatta va in scena tutto questo, con la regia degli Stati Uniti e una distribuzione eterogenea della passione popolare, che in Messico sarà debordante, in Usa e Canada sicuramente meno. Niente Italia e bassino anche il contributo della Serie A, con 65 giocatori in tutto. Anche questo è un segnale di crisi.
Dal punto di vista tecnico dobbiamo aspettarci una prima fase con qualche partita squilibrata (alcune Nazionali non sembrano attrezzate per competere a certi livelli) e probabilmente un grande spettacolo dagli ottavi di finale in poi, quando resteranno in corsa quasi tutti i migliori. E tra queste grandi squadre, sicuramente la più accreditata per la vittoria finale è la Spagna. Campione d’Europa in carica, La Roja sta mostrando al mondo l’ennesima generazione di grandi giocatori, capaci di arricchire non solo la Liga (tra l’altro per la prima volta nessun giocatore del Real Madrid è inserito tra i convocati), ma anche un campionato già ricco di suo come la Premier League. Il CT Luis de la Fuente ha creato uno spirito di gruppo straordinario e non si vedono lacune tattiche o tecniche nella rosa. Soprattutto a centrocampo, la Spagna ha la scelta più ricca del mondo.
Mezzo gradino sotto la Spagna troviamo la “solita” Francia, finalista nelle due edizioni precedenti. Anche Didier Deschamps, come il suo collega De la Fuente, ha una possibilità di scelta sterminata. Formando una squadra B con i giocatori che è stato costretto a escludere, potrebbe puntare come minimo ai quarti di finale. Il calcio francese ha appena messo in bacheca la seconda Champions League consecutiva, Deschamps sa già che a fine Mondiale saluterà per lasciare il posto a Zinedine Zidane. Disputare una terza finale e magari vincerla sarebbe la maniera migliore per coronare un ciclo straordinario.
C’è ancora un po’ di Europa da raccontare, ma quando si parla di favorite per un Mondiale non si può mai prescindere da Argentina e Brasile. I campioni del mondo in carica, a fronte di un campionato interno decadente, continuano ad avere una proposta tecnica validissima formata da giocatori che militano nei grandi campionati europei. Basta un dato per far capire la forza della Celeste: Lautaro Martinez, per distacco miglior giocatore della Serie A, deve lottare duramente per poter giocare qualche manciata di minuti. Certo, bisogna capire bene quale potrà essere l’apporto di Lionel Messi, che rispetto al Mondiale precedente ha ovviamente quattro anni di più. Cresce invece la fiducia intorno al Brasile, a un anno esatto dall’insediamento di Carlo Ancelotti. Il carisma del CT ha ridotto le polemiche e ridato speranza a un popolo che da 24 anni aspetta il cosiddetto “Hexa”, ovvero il sesto titolo Mondiale. La presenza di Neymar tra i 26 convocati è l’interrogativo più importante: quanto potrà dare? Come sta realmente? L’altro lato della questione è che in attacco, il Brasile ha molte scelte a prescindere dal campione del Santos, se mai si trova un po’ stretto in difesa dopo l’infortunio grave di Eder Militao.
Tornando in Europa, non è possibile escludere dalle possibili favorite l’Inghilterra e la Germania. Con la curiosa coincidenza di un CT tedesco sulla panchina dei Tre Leoni. Thomas Tuchel però può essere proprio un punto di forza degli inglesi, vista la sua naturale predisposizione per i tornei a eliminazione diretta. Quasi dominatori nelle Coppe europee (solo l’Arsenal ha perso la sua finale), gli inglesi sono l’espressione del loro campionato, in cui si va a velocità doppia. Il gruppo è solido, le scelte sono molteplice e Harry Kane, quando sta bene, è immarcabile. Quasi sullo stesso piano si può considerare la Germania di Julian Nagelsmann. Solito serbatoio di campioni, ha dovuto lasciare a casa qualche giocatore che in altre Nazionali anche importanti sarebbe titolare. La base è una buona rappresentanza del Bayern, a cui si aggiungono stelle della Premier League come Havertz e Wirtz. Per chiudere il cerchio delle possibili favorite si può aggiungere il Portogallo, che in fondo dà al Paris Saint Germain il centrocampo titolare. Molto dipenderà da quanto realmente potrà dare Cristiano Ronaldo a questa squadra e quando invece potrà incidere sul lavoro del CT Roberto Martinez.
In generale, il nome dei prossimi campioni del mondo dovrebbe uscire dal gruppo di sette Nazionali appena citate. Come possibile sorpresa africana si può pensare al Marocco, visto il grande Mondiale 2022, dal Sudamerica potrebbe brillare la Colombia, sempre ricca di talenti. Tra le Europee, uno sguardo attento andrà dato alla Norvegia, dominatrice del gruppo che ha spazzato via l’Italia, poi Olanda e Belgio che potrebbero pescare il jolly proprio stavolta che vengono considerate meno del solito. Ma ovviamente un Mondiale è perfetto per smentire le previsioni.