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C'era grande curiosità per Manzambi che piace al Napoli: Yakin l'ha utilizzato mezz'ora, va rivisto con più continuità
di Enzo Palladini© afp
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Ci sono gli estremi per parlare di grande delusione. Gli ottanta minuti di dominio territoriale, i moltissimi tiri verso la porta, le occasioni create non hanno portato niente. Sono comparsi i fantasmi: quelli di una squadra troppo anziana, troppo uguale a sé stessa, troppo usurata dal lungo ciclo. La Svizzera ha tenuto fino a quando hanno retto i centrocampisti, poi è sparita la lucidità, non è arrivato più nulla di positivo.
Se la Svizzera ha assunto da subito e per un'ottantina di minuti il controllo della situazione, il merito è sicuramente del capitano Granit Xhaka (corteggiato a più riprese in passato dalle grandi squadre italiane) ma anche dei suoi gregari "italiani". Accanto a lui, il bolognese Freuler ha fornito il suo solito contributo podistico, facendosi trovare praticamente ovunque. Soprattutto in occasione del rigore che ha determinato l'1-0 per la Sviizzera. Freuler è andato ad anticipare il portiere avversario, che l'ha travolto facendosi anche male. E proprio allo scadere del primo tempo si è visto respingere sulla linea un piatto destro a colpo sicuro. Un po' stanco nel secondo tempo, alla fine è stato sostituito dal milanista Jashari. Più sottile il compito tattico di Aebischer, reduce da una stagione tutt'altro che esaltante (più per la squadra che per lui) con la maglia del Pisa. A lui l'incarico di muoversi tre le linee per cercare di dare una mano al centravanti Embolo. Lavoro ben svolto, per 65 minuti.
Manuel Akanji ci ha abituato nel corso della stagione a dare certezze: un errore ogni due-tre partite. Per questo è stato insolito vedere un suo abbaglio clamoroso dopo meno di due minuti, quando ha regalato al Qatar una palla-gol poi sprecata malamente. Il centrale dell'Inter è stato impiegato in una posizione simile a quella in cui Chivu l'ha utilizzato nella cavalcata scudetto, quella di leader difensivo della linea a tre. Non è forse la sua collocazione ideale, ma è chiaro che un giocatore di quel livello non si lascia intimidire. Il Qatar per la verità non è mai stato particolarmente pericoloso, ma già a metà del primo tempo Akanji è incappato in un paio di incertezze negli appoggi in impostazione. Niente di irreparabile, solo qualcosa di insolito. Per fortuna della Svizzera, senza conseguenze. E soprattutto, zero errori nella ripresa. Il gol dell'1-1 del Qatar non è colpa sua.
Un paragrafo a parte merita Dan Ndoye, che abbiamo imparato molto bene a conoscere con la maglia del Bologna addosso. Antonio Conte l'avrebbe voluto al Napoli, ma il club rossoblù ha deciso di accettare la consistente offerta economica del Nottingham Forest, squadra con la quale ha segnato 2 gol in Premier League. Ma non è mai stato un goleador, pur essendo un attaccante di grande spunto e difficile da marcare. Esattamente in questo modo ha affrontato l'esordio mondiale. Un paio di inserimenti pericolosissimi ma anche un tiraccio finito sopra la traversa.
C'era molta curiosità per vedere all'opera Johan Manzambi, il più giovane della comitiva svizzera che Yakin vede come attaccante ma che nel Friburgo gioca da mezzala. Un ragazzo al quale il Napoli si sta interessando da tempo (non alla cifra di 50 milioni richiesta dal club tedesco) ma che per il momento ha messo in mostra poco. Entrato al 21' del secondo tempo, si è fatto notare per un paio di spunti e stop. Ma avrà tempo per confermare le qualità espresse in Bundesliga.