Mondiali 2026

L'ultimo tango Mondiale di Messi con l'Argentina al via tra incognite e problemi

La nazionale sudamericana arriva all'appuntamento iridato matura e compatta, ma in difficoltà fisica

di Umberto Porreca
16 Giu 2026 - 06:48
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Il poeta francese Henri de Régnier coniò nel 1928 la frase "l'amore è eterno finché dura": nel caso di quello tra Messi e l'Albiceleste, però, rimuovere l'ultima parte della frase non sarebbe un errore: l'amore è eterno, stop. Lionel e l'Argentina sperano di essere a 8 partite dal dirsi addio, perché significherebbe arrivare di nuovo in finale Mondiale, di nuovo a un passo dal tetto del mondo. Poi, indipendentemente da come vada, sarà il momento del saluto e delle lacrime. 

Il viaggio della Seleccion, però, è ancora tutto da vivere. Lionel Scaloni ha tantissime incognite da affrontare a livello fisico nei suoi uomini: Emiliano Martínez, Nahuel Molina, Nicolas Tagliafico, Nico Paz, Leonardo Balerdi, Montiel, Julian Alvarez e Leandro Paredes, più lo stesso Messi, sono arrivati tutti in condizioni dubbie all'appuntamento iridato. Uno, anzi, è già andato via: Balerdi è stato sostituito da Marcos Senesi, commosso nell'accogliere la chiamata del CT insieme alla sua compagna. Per ovvi motivi, gli uomini più importanti di questa lista sono El Dibu, La Pulga e Julian, nel 2022 eroe in Qatar. 

Emiliano Martínez

 El Dibu, leader totale, si è fratturato un dito della mano destra poco prima del calcio d'inizio della finale di Europa League, giocandola infortunato. Ingessato, ha lasciato per qualche giorno tutta l'Argentina col fiato sospeso. Non ha mai smesso di allenarsi pur non usando la mano destra. Stretto in una enorme fasciatura, è sceso in campo prendendo parte a una sessione di tiri, al cui termine è apparso un po' dolorante. Comunque, farà l'impossibile per esserci e giocare di nuovo da protagonista.

Julián Álvarez

 L'infortunio de "La Araña" non è nuovo, è quasi una stagione intera che viene tormentato da una caviglia ballerina che ha condizionato anche le prestazioni con il club. Tuttavia, Scaloni ha espresso ottimismo in merito: "Per Álvarez si tratta soprattutto di ritrovare la miglior condizione dopo un problema alla caviglia" ha detto il tecnico. Il giovane attaccante è vitale per le sorti dell'Albiceleste, e in Argentina media e tifosi stanno spingendo perché venga schierato in coppia con Lautaro con Messi a innescarli. Bellissimo, ma tatticamente complicatissimo senza perdere equilibrio. A tal proposito Scaloni ha risposto piccato a una domanda sullo schierarli tutti e tre insieme: "Ho già risposto più volte a questa domanda. Possono giocare insieme? Si. Funziona? A quanto ho visto, no. L'equilibrio è importante, è fondamentale. Nel calcio di oggi è difficile giocare con 3 o 4 attaccanti" ha ribadito. Pretattica? Scaloni ha spesso riservato queste sorprese e non sarebbe strano trovarsi alla fine in campo il 4-3-1-2 con Messi dietro Juliàn e Lautaro.

La difesa

 Molina, non in perfette condizioni, è disponibile come Montiel. Saranno invece certamente assenti sia Leandro Paredes che Nicolas Tagliafico. Per sostituire il giocatore del Lione le possibilità sono, oltre all'autore del rigore decisivo nel 2022, lo spostamento del neoarrivato Senesi a sinistra, o l'utilizzo di Medina. Molto difficile che venga impiegato Valentin Barco in quel ruolo, essendo un giocatore iperoffensivo.

La formazione

 Le rivali dell'Albiceleste nel girone sono Algeria, Austria e Giordania. Se è vero che nel calcio di oggi non esistono squadre materasso, come dimostra Argentina-Arabia Saudita del Mondiale 2022, è anche vero che se i sudamericani vogliono rivincere il Mondiale devono mettere subito in chiaro le cose e poi pensare alla fase finale quando le cose si faranno davvero serie e servirà il miglior gruppo possibile per regalarsi un sogno. Contro l'Algeria, all'Arrowhead Stadium di Kansas City, Scaloni schiererà probabilmente Martínez, difesa a quattro con Molina a destra, Otamendi e Romero centrali, Montiel a sinistra. Centrocampo a quattro con De Paul, Enzo Fernández, Mac Allister e Thiago Almada, con Messi e uno tra Lautaro e Juliàn. Come detto, attenzione alle mosse a sorpresa di Scaloni: la richiesta del tridente da sogno sembra averlo toccato, non è da escludere un coup de théâtre improvviso. 

© Getty Images

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Una storia lunga 21 anni

 L'ultimo Mondiale di Messi arriva a esattamente ventuno anni dal suo esordio con l'Argentina: il 17 agosto 2005 in amichevole contro l'Ungheria Lio entra al 64' al posto di Lisandro López e... viene espulso un minuto dopo! Vilmos Vanczák, difensore ungherese, lo tiene per la maglia e la Pulga sbraccia, lo colpisce in volto. Merk, all'epoca uno dei più grandi arbitri al mondo, non ha pietà: rosso diretto. Fa impressione guardare la parabola del fenomeno argentino con la nazionale, perché da quel 17 agosto 2005 fino all'11 luglio 2021 il conto dei trofei vinti ha recato un clamoroso zero. Non contava zero invece il conto delle finali perse, bensì quattro: tre Copa America e soprattutto il terribile Mondiale 2014 contro la Germania. Dall'11 luglio 2021, però, Messi e l'Argentina si sono ripresi tutto: nel 2021 la Copa America vinta contro il Brasile, poi la vittoria in quella che è per acclamazione la più grande finale della storia del Mondiale di Qatar 2022, poi ancora un'altra Copa America nel 2024. E ora, come detto in apertura...

The Last Dance

 L'ultimo Mondiale, la competizione che Leo ha inseguito per tutta la vita, che gli regalerà il record (condiviso) di sei Mondiali giocati, è arrivato. È arrivato e Messi lo vivrà fianco a fianco con la sua Argentina, la squadra che ha forgiato, di cui ha sostanzialmente cresciuto tutti i giocatori, che sono diventati a tutti gli effetti la sua coorte. La nazionale sudamericana, nel complesso, non è la più forte del torneo e non lo era nemmeno nel 2022. Di certo però, come nel 2022, l'Argentina è la squadra più squadra, più compatta, più coesa. Il tempo dell'ultimo tango sta arrivando, e indipendentemente da come andrà poi sarà sipario, lacrime e ricordi di una carriera indimenticabile, di un giocatore leggendario che ha conosciuto ogni sfaccettatura di questo sport: la pressione, la delusione, le lacrime, il paragone con Maradona, la paura, vivendo tutto fino alla gloria, fino al tetto del mondo. Non più da solo, non più elemento estraneo di uno spogliatoio che faticava a collimare col suo carattere riservato e la sua personalità, bensì con quella che è stata, è e rimarrà per sempre sui libri di storia a tutti gli effetti come l'Argentina di Lionel Messi.

Dal principio all'ultimo trionfo nel 2024, tutta la carriera di Lionel Messi in maglia Argentina

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© Getty Images  | L'espulsione di Messi contro l'Ungheria nel 2005
© Getty Images  | L'espulsione di Messi contro l'Ungheria nel 2005
© Getty Images  | L'espulsione di Messi contro l'Ungheria nel 2005

© Getty Images | L'espulsione di Messi contro l'Ungheria nel 2005

© Getty Images | L'espulsione di Messi contro l'Ungheria nel 2005