ADDIO TABU

Arsenal, Knicks, Hamilton e Zverev: il 2026 mette fine ai lunghi digiuni. E anche al Mondiale...

È l'anno della fine delle attese: Gunners campioni dopo 22 anni, Knicks dopo 53, primo successo in Ferrari per Sir Lewsi e primo Slam per Sascha. Il prossimo tabù da far cadere al Mondiale

di Francesco Lommi
16 Giu 2026 - 07:13
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Se la gioia è direttamente proporzionale all'attesa, il 2026, sportivamente parlando, è l'anno delle grandi feste. L’ultimo mese ci ha regalato diverse vittorie che hanno rotto lunghissimi digiuni: li trionfo dell'Arsenal in Premier League 22 anni dopo, i Knicks campioni NBA a 53 anni dall’ultima volta, la prima di Hamilton in Ferrari e di Zverev in uno slam.

Marea rossa nel Nord di Londra

 Nemmeno aver perso la finale di Champions League la sera prima ha rovinato una festa che, con una vittoria a Budapest, sarebbe potuta diventare pura apoteosi. I tifosi dell'Arsenal hanno comunque risposto presenti e con grande entusiasmo alla parata per la conquista della Premier League, un momento atteso da 22 lunghi anni e che, a un certo punto, dopo la sconfitta contro il City, sembrava poter scivolare ancora di mano. Così oltre un milione di tifosi Gunners si è riversato nelle strade del nord di Londra per festeggiare il titolo appena conquistato. Per la gloria nelle notti europee, ci sarà tempo.

Arsenal, la parata per la vittoria della Premier League

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Ny Empire State

 Scene simili si sono vissute per le strade di New York dove, dopo la vittoria dei Knicks in gara-5 a San Antonio che ha riportato l'anello Nba dopo 53 anni, è scoppiato il pandemonio. Nella Grande Mela, la città che non dorme mai per antonomasia, le scene di giubilo sono andate avanti fino alle prime luci del mattino: un'ubriacatura di gioia per un momento che in città aspettavano da generazioni. 

L'urlo di gioia di New York, centinaia di migliaia di tifosi in festa per i Knicks

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La prima per Sasha e Sir Lewis

 Il 2026 non è stato l'anno della fine del digiuno soltanto negli sport di squadra. Anche in quelli individuali ci sono stati successi degni di un "circoletto rosso", come avrebbe detto il grande Rino Tommasi. Proprio nel "suo" tennis, Alexander Zverev è riuscito a porre fine alla maledizione che si portava dietro negli Slam alzando nel cielo di Parigi il suo primo Roland Garros. E il circoletto rosso di Tommasi richiama anche quanto successo nel weekend di Formula1 a Barcellona: Lewis Hamilton, alla seconda stagione in Ferrari, ha trovato finalmente il suo primo trionfo col Cavallino proprio nel Gp della Catalunya. 

E se anche al Mondiale...

 E allora, seguendo questo trend, al Mondiale potrebbe essere la volta di una cenerentola: è arrivata forse l'ora che il "football" torni a casa? Dopo aver accarezzato il sogno più di una volta nelle recenti edizioni, gli inglesi sperano sia arrivato il loro turno, a 60 anni dall'ultimo trionfo. Una speranza che condividono anche gli olandesi, che una coppa del mondo non l'hanno mai vinta. Sconfitti tre volte in finale, gli Oranje sognano un posto paradiso e nella storia del Paese: tutto fa pensare che possa essere l'anno buono per rompere un altro tabù.