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Fantastico il lavoro svolto dal CT Luis de la Fuente che ha costruito un gruppo senza vere stelle ma con delle anime ben radicate, già proettato anche al 2030
di Enzo Palladini© Getty Images
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I segreti della Spagna, meritatamente campione del mondo, possono essere cento. Ma può essere anche solo uno: Il CT Luis de la Fuente è riuscito a costruire una Nazionale con le caratteristiche di una squadra di club. Ognuno sa esattamente quello che deve fare, in ogni momento della partita. Gli errori sono ridotti al minimo, anche quelli individuali che spesso determinano i risultati. Non è facile riuscire a sviluppare certi automatismi quando si hanno a disposizione i giocatori per pochi giorni ogni tanto. Eppure tutto questo è riuscito e il trionfo finale certifica che De la Fuente è un signor allenatore. Molto più che un normale CT: un Maestro di calcio con la M maiuscola.
LA GESTIONE PARITARIA. La Spagna campione del mondo è una squadra senza vere stelle. Ci sarebbe Lamine Yamal, è vero, ma è arrivato a questo Mondiale in una condizione fisica precaria, quindi è stato trattato esattamente come tutti gli altri. Ha inciso poco durante il cammino della Roja, si è acceso in qualche occasione (nella finale pochino), ma si è messo assolutamente a disposizione del gruppo, senza atteggiamenti da star. Sapeva di poter essere utile ma non indispensabile. Per De la Fuente, uno vale uno, a patto che si metta a disposizione. Se ciò non accade, uno vale zero e gioca un altro. Pedri è un giocatore affermato, titolare del Barcellona, però quando non ha funzionato è stato tolto per fare spazio a Fabian Ruiz. De la Fuente, allenatore di formazione federale, è stato anche il primo CT ad affrontare un Mondiale senza un giocatore del Real Madrid (ora c'è Cucurella ma ha firmato a Mondiale iniziato).
LE ANIME DELLA SQUADRA. Se questa Spagna non ha stelle, ha sicuramente delle anime, dei giocatori che più di tutti impongono uno stile di gioco con la loro sola presenza. Lo straordinario centrocampo della Roja non sarebbe lo stesso se non fosse guidato da Rodri, già insignito di un Pallone d'oro e tornato ai suoi livelli migliori. Rodri in mezzo al campo è una specie di portaerei. Non lo si sposta nemmeno con le cattive e aiuta chiunque si trovi in difficoltà. Si trova sempre nel posto giusto al momento giusto, compie sempre l'azione o il movimento più utile per la squadra. L'altra anima è quella di Cubarsì, ragazzo del 2007 (come Yamal) che riesce a frenare la sua esuberanza come se avesse dieci anni di più. Difende benissimo (un solo errore in tutto il Mondiale in occasione del gol di De Ketelaere contro il Belgio) ma ha anche una straordinaria capacità di verticalizzare il gioco, oltre che si andare al tiro in qualche occasione. Ha un sorriso un po' sfrontato sotto quella frangetta strana, ma sa anche usare la saggezza dentro il campo.
DIFESA IMPENETRABILE. Grazie alla freschezza di Cubarsì (eletto miglior giovane del Mondiale) ma anche grazie all'esperienza di Laporte e alla collaborazione di Pedro Porro e Cucurella, la Spagna ha avuto nettamente la miglior difesa del torneo. Senza dimenticare Unai Simon, che di parate ne fa poco ma che sa diventare l'undicesimo giocatore di movimento con le sue uscite (mai spericolate) che lo fanno sembrare un libero degli anni Settanta. Ora il record di imbattibilità ai Mondiali è suo. La Spagna ha subito solamente un gol, appunto contro il Belgio, ma ha anche concesso solamente otto tiri in porta alle otto avversarie affrontate. Anche questo è un record.
UN FUTURO DAVANTI. Ultimo particolare importante. La Spagna e De la Fuente (che sono anche campioni d'Europa in carica) sono già a buon punto anche per il Mondiale del 2030. Una buona parte di questo gruppo potrà disputare anche la prossima edizione. Di sicuro ci sarà Cubarsì che avrà 23 anni, di sicuro di sarà Lamine Yamal che sarà pure lui ventitreenne e che spera di arrivarci in condizioni un po' migliori. Ferran Torres, che ha risolto la finale contro l'Argentina, avrà trent'anni ma sarà ampiamente arruolabile. C'è ancora modo di migliorare una squadra che già così sembra perfetta? Forse sì, trovando un centravanti vero. Oyarzabal è stato molto utile in questo Mondiale, ma se nel frattempo spuntasse un goleador nuovo, un "vero nueve" di quelli che spaccano le porte, allora sì che sarà quasi impossibile battere i nuovi campioni del mondo.