Mondiali 2026

Corea del Sud, non si arresta l'ondata di odio verso l'ex ct Hong: minacciato di morte e bandito da locali pubblici

L'allenatore è ritenuto il primo responsabile del fallimento clamoroso della spedizione ai Mondiali 2026

01 Lug 2026 - 17:30
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
 © Getty Images

© Getty Images

In Corea del Sud, dopo l'eliminazione della nazionale ai gironi dei Mondiali 2026, si è scatenato una sorta di martirio che vede come vittima solo una persona: l'ormai ex ct Hong Myung-bo. Per lui dal fischio finale è iniziata una persecuzione pubblica mai vista prima. Il presidente della Repubblica Lee Jae Myung ha rivolto parole durissime a lui e il suo staff: "Quando la faziosità viene anteposta alla competenza e le persone impreparate vengono scelte per occupare posizioni di leadership, il risultato è inevitabile. Il fallimento sembra dovuto a mancata organizzazione e gestione delle risorse. Dato che per la partecipazione ai Mondiali vengono investite molte risorse fiscali dei cittadini, il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo si occuperà di una precisa analisi della situazione, per individuare cause e contromisure. Offro le mie più sincere scuse ai tifosi per la profonda delusione causata da questa sconfitta inaccettabile. Ci impegneremo con rapidità a riformare l'amministrazione sportiva per garantire che nulla di simile accada di nuovo".

Il ritorno in patria

 La delegazione sudcoreana, nell'estremo tentativo di evitare la contestazione pubblica, ha programmato il rientro nel cuore della notte: mossa inutile, i tifosi si sono fatti comunque trovare all'aeroporto e hanno rivolto qualunque tipo di coro o insulto verso giocatori e ct. In particolare a preoccupare e far aumentare la protezione delle forze dell'ordine verso l'allenatore sono state le numerose minacce di morte online, con un uomo che ha espressamente dichiarato l'intenzione di uccidere il ct in aeroporto. L'uomo, identificato come un 41enne residente negli Stati Uniti, ha scritto sul web "Ucciderò Hong Myung-bo all'aeroporto di Incheon: Mi assumerò la responsabilità e lo ucciderò", facendo scattare l'allarme. L'incubo per Hong però non si è fermato qui: alcune tv hanno oscurato la sua immagine nelle conferenze stampa, utilizzando un effetto blur per impedire di farlo riconoscere. In Corea questa pratica viene utilizzata quasi solo per il trattamento dell'immagine pubblica dei criminali.

Il ban dai locali pubblici

 In alcuni locali della provincia di Gyeonggi sono stati affissi cartelli in caffè bar e ristoranti che vietano l'ingresso all'ex ct. Inoltre, sul web la campagna diffamatoria verso l'allenatore ha anche portato alla creazione di numerosi deepfake e notizie false, come quella secondo cui Hong avrebbe ordinato ai giocatori di fuggire una volta giunti in aeroporto.

© X

© X

Uno dei divieti di ingresso in un locale per Hong

Le parole di Hong Myung-bo

 "Assumere il ruolo di allenatore della nazionale non è stata una decisione facile per me. Ma dal momento in cui ho deciso di assumere l'incarico, non ho pensato ad altro motivo. Ho ritenuto che adempiere alla responsabilità che mi era stata affidata fino alla fine fosse l'unico dovere. Non ho mai smesso di domandarmi se la mia nomina fosse una cosa corretta per il calcio sudcoreano. Che si tratti di prendere decisioni importanti per la nazionale, scegliere giocatori, prepararsi per gli allenamenti o giocare, non ho mai smesso di pormi questa domanda".