MONDIALI 2026

Altro che "It's coming home"... L'Inghilterra si ferma ancora sul più bello: Tuchel al centro delle critiche

Una nuova delusione per i Tre Leoni che da 60 anni non riescono più a vincere un trofeo

di Andrea Cocchi
16 Lug 2026 - 10:58
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La stampa inglese, si sa, non è mai troppo tenera. Questa volta però sembra prevalere più un senso di rassegnazione che di rabbia. Titoli come "End of the world" o "Same old story", rendono bene l'idea di come ormai si sia smesso addirittura di sperare. Eppure le premesse portavano a un sano ottimismo. I gol e gli assist della coppa Kane-Bellingham, il repertorio di canzoni alla fine delle partite, da "Wondewall" a "Hey Jude" (in questo gli inglesi possono essere davvero definiti maestri), cantati dal gruppo squadra insieme ai tifosi facevano pensare che in fondo, chissà, potesse essere davvero la volta buona. 

Invece è ancora tutto fermo alla Regina Elisabetta che consegna la Coppa a Bobby Moore nel 1966. Sessantanni e il calcio non è tornato a casa. E c'è anche poco da affidarsi a concetti tipo "Don't Look Back in Anger", tanto per restare in tema. La rabbia si è scatenata soprattutto nei confronti del ct, come spesso accade, ma questa volta non è solo un concetto vecchio come il calcio. Thomas Tuchel ha delle colpe evidenti. Si pensava che certi atteggiamenti fossero finiti con Southgate e invece il morbo che attanaglia la Nazionale inglese è più forte dei cambi di panchina. Mondiale 2018, semifinale. L'Inghilterra passa subito in vantaggio e poi si fa rimontare dalla Croazia. Europeo 2021, finale a Wembley. Stesso copione: gol immediato di Shaw, iniziativa lasciata all'Italia che pareggia nel secondo tempo e poi alza la Coppa ai rigori.

Mondiale, Inghilterra-Argentina: gli scatti della partita

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© Getty Images
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Con lo scienziato tedesco sembrava dover cambiare tutto. Almeno sul piano dell'atteggiamento. E invece le avvisaglie erano già arrivate nelle partite precedenti. Dopo il vantaggio ci si chiude nella propria area, si mette un difensore centrale in più e si lascia l'iniziativa agli avversari senza nemmeno tentare di ripartire. Qualche volta ti può andare bene, spesso il gol lo prendi. E così è stato. I media inglesi non hanno mancato di farlo notare, così come gli ex giocatori che, al di là della Manica, hanno un grande appeal. Queste le parole, per esempio, di Rooney: "Ci siamo abbassati, li abbiamo lasciati venire verso di noi. Stavano creando diverse occasioni, e poi siamo crollati. Sono davvero deluso. Dopo il primo gol, non abbiamo cercato di andare a segnare il secondo. Per i giocatori, e per me, la decisione l'ha presa Thomas Tuchel, e quando prendi una decisione è una scommessa. La scommessa che ha fatto è stata quella di schierare la difesa a cinque, il che ha permesso loro di dettare il ritmo della partita".

Non tira una bella aria per il ct inglese, insomma. Di certo, comunque, lui non ha fatto nulla per essere ricordato con affetto