Juve campione d'Italia, la stella è Dybala

L'argentino, con 16 gol in campionato al primo anno in bianconero, ha già fatto meglio di Baggio e Trezeguet

di CESARE ZANOTTO

Dybala - LaPresse

Il talento da solo non può nulla, soprattutto se a 21 anni ti ritrovi alla Juventus con un'eredità pesantissima - quella di Carlitos Tevez - da raccogliere. Ci vogliono anche grinta e personalità, potenza fisica e forza mentale. Un pacchetto di doti alimentate dal lavoro quotidiano, sul campo e non solo, per rispondere alle aspettative del club campione d'Italia, che per averti sceglie di spendere 32 milioni di euro più altri otto legati ai bonus. E' il 4 giugno 2015 quando la Juve annuncia ufficialmente l'acquisto di Paulo Dybala, l'investimento più importante di una società reduce da quattro scudetti consecutivi e da una Coppa Italia conquistata, mentre due giorni dopo - il 6 giugno - avrebbe perso la finale di Champions League contro il Barcellona.

L'attaccante argentino, dopo tre stagioni a Palermo, sbarca a Torino ed è presto caricato di parecchia responsabilità: da lui devono arrivare gol, assist, soluzioni, invenzioni. L'esordio, l'8 agosto in Supercoppa contro la Lazio, chiarisce subito il motivo della cifra messa sul piatto per averlo: la Joya entra al 61' al posto di Coman (poi ceduto al Bayern) e al minuto 73 timbra il 2-0 con cui la Juve alzerà la Supercoppa a Shanghai. La rete non gli garantisce comunque il posto da titolare, perché Allegri pretende movimenti ben precisi sia in fase d'attacco, sia in fase di non possesso. In questo senso, Dybala deve anche fare i conti con un nuovo ruolo: a Palermo era il riferimento in avanti; alla Juve agisce invece da seconda punta o, come in qualche occasione nella prima parte di stagione, da attaccante esterno nel tridente.

"Alla Juve ho più libertà e mi trovo bene in qualsiasi posizione, anche perché ho compagni con più fisicità che mi creano gli spazi - spiega l'argentino -. C'è stato un grande lavoro, per migliorarmi fisicamente e mentalmente. Passare dalla lotta per la salvezza alla Juve non è facile, qui non puoi neanche pensare di pareggiare una partita. Per fortuna ho imparato in fretta". E impara così in fretta che, sostanzialmente, dalla sesta giornata di campionato (26 settembre, Napoli-Juve 2-1) diventa titolare e, soprattutto, l'uomo in più della Signora.

Alla prima stagione in bianconero, Dybala (per ora) ha infilato 20 gol (16 in campionato, 1 in Champions, 2 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa) e ha dunque già superato campioni del calibro di Trezeguet (15 gol al primo anno) e Ibrahimovic (16 gol al primo anno). Se si guarda al solo campionato, la Joya ha fatto meglio anche di Roberto Baggio (14 in Serie A, 27 totali) e ha eguagliato Platini (16 in Serie A, 28 totali). Ora l'obiettivo si chiama Tevez, il suo predecessore, che nel 2013/2014 segnò 21 reti totali (19 in campionato, 1 in Europa League e 1 in Supercoppa).

I gol di Dybala (senza trascurare gli assist, otto) sono tanti, belli e pesano anche parecchio, visto che l'ex Palermo è stato determinante - in maniera evidente - in almeno otto partite: a segno nell'1-1 col Chievo (3.a giornata); realizza il 2-1 contro il Bologna (7.a giornata, 3-1); sblocca le gare con Atalanta (9.a giornata, 2-0) e Verona (18.a giornata, 3- 0); decide Juve-Milan (13.a giornata, 1-0), Juve-Roma (21.a giornata, 1-0) e Juve-Sassuolo (29.a giornata, 1-0); confeziona una doppietta in 26' a Udine (20.a giornata, 0-4). Cifre e statistiche importanti, abbinate a una qualità straordinaria e a una disciplina rigorosa. Premesse di questo tipo sono sempre il preludio a una carriera precisa: da predestinato.

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