La scalata di Allegri, l'ex indesiderato

Contestato dai tifosi e con un'eredità mostruosa da portarsi sulle spalle: Max ha superato la tempesta e ora ha portato la sua Juve in "fiuuunale"

di ALESSANDRO FRANCHETTI

Pirlo e Allegri, Ipp

E' stata una scalata difficile, cominciata con una contestazione furiosa e un'eredità pesantissima. Anche se oggi è cambiato tutto, anche se ha appena vinto il suo primo scudetto da allenatore della Juve e ha frantumato i record di Antonio Conte seppellendone il ricordo, la storia bianconera di Massimiliano Allegri non può non cominciare da lì, da quel giorno allucinante: 17 luglio 2014. C'era, attorno, tutto il pregiudizio possibile. Ma come, pensavano i tifosi della Juve, uno che ha fallito con il Milan? Ma come, non ricordate le polemiche per il gol fantasma di Muntari? E ancora: ma davvero Agnelli ha scelto lui per sostituire Antonio Conte? Il tutto unito a qualche passo falso in amichevole e ai gruppi che, su facebook, ne chiedevano l'immediato esonero. 

Ci volevano spalle larghe per restare in piedi con tutto quel vento. Ci voleva quel pizzico di menefreghismo tutto toscano per andare avanti senza ascoltare nessuno. E ci volevano, soprattutto, intelligenza e umiltà. Già, perché il grande segreto del successo di Max Allegri è racchiuso tutto qui: non ha avuto l'arroganza di disintegrare il lavoro di Antonio Conte, ma lo ha sfruttato. Ha messo fieno in cascina con il vecchio 3-5-2 che dava tanta sicurezza alla squadra ed è poi, poco alla volta, passato al suo 4-3-1-2. Non ha puntato ai 102 dell'anno precedente, ma non ha sbagliato nessuna delle partite che contavano e, alla fine, si è portato a casa il suo scudetto centrando, al contrario del suo predecessore, anche la finale di Coppa Italia e quella semifinale di Champions che mancava da 12 anni.

E non importa se qualcuno storce il naso perché il suo gioco è meno aggressivo e poco spettacolare. Per certe cose, parole sue, c'è il circo. That's football, conta solo vincere. Come? Dando serenità al gruppo. Eccolo un altro punto di rottura con la gestione precedente: Conte non mollava un millimetro, lui lavora di fino. I giocatori - anche quelli che hanno amato alla follia Conte - dicono che Allegri è riuscito a restituire serenità alla squadra. Abbassando magari la tensione di fronte agli impegni più delicati e liberando in questo modo la sua Juve dal terrore di essere solamente una comparsa nell'Europa degli altri. Così facendo è riuscito a convincere tutti che il girone di Champions poteva essere superato anche quando la strada sembrava complicata e prova oggi a raccontare ai suoi che "anche il Real giocherà in 11". Dal "fiuuuuuu" per lo scampato pericolo diventato il suo marchio di fabbrica su twitter fino al "semifiuuunale" di qualche settimana fa. Fino alla "fiuuunale" e, magari, a uno storico triplete.

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