Portogallo, Santos: "Voglio che tutti credano nella vittoria"

"Dite che giochiamo male, ma siamo arrivati in finale con merito. CR7? Il migliore al mondo"

foto lapresse

Il Portogallo è a un passo dalla storia e dodici anni dopo può conquistare quell'Europeo perso in casa nel 2004. "Sono un tifoso portoghese e voglio vincere - ha commentato il ct Fernando Santos -. La Francia ha cambiato modo di giocare, ma anche noi siamo cresciuti molto e abbiamo giocatori che sanno come si vince". Poi una risposta alle critiche: "Dicono che giochiamo male, ma siamo in finale con merito e voglio che tutti credano nella vittoria".

"Ho sempre detto che c'erano tre favorite alla vittoria finale - ha commentato Fernando Santos davanti alla stampa -: Germania, Spagna e Francia. Loro giocano in casa e sono favoritissimi, ma vincere è un'altra cosa. Leggo che non è la finale migliore, ma una cosa è il pensiero di qualcuno un'altra la verità. Il Portogallo è arrivato in finale e questa è una partita meritata per quanto fatto vedere in questo Europeo". Come nel 2004 quando il Portogallo perse in casa la finale, la padrona di casa si gioca il titolo. Questa volta è la Francia: "Loro giocano tutti in grandi squadra, hanno esperienza e Deschamps è preparato. Io penso ai miei giocatori e studio come poter vincere".

Dodici anni fa il ct portoghese era commentatore durante la finale persa con la Grecia: "Giocavamo in casa, era importantissimo per noi. Soffrimmo molto. Un conto è commentare, un altro essere in campo. Sono tifoso del Portogallo e devo trovare un modo per vincere questa partita". Molti hanno criticato il cammino fatto di soli pareggi nei novanta minuti fino alla semifinale: "Abbiamo fatto una buona corsa - risponde il ct -, avevamo dei giovani e questo ha pagato. Ora il centrocampo è completamente differente dall'inizio e abbiamo margini di crescita. Non so se c'è più fiducia, ma andando avanti ci siamo migliorati".

Lo spettacolo spesso è mancato, ma i risultati sono arrivati ugualmente: "Spero che continuino a dire che il nostro calcio non è granché visto che abbiamo vinto, e con merito. Quaresma e CR7? I capelli di Ricardo sono fantastici, un'opera d'arte. Cristiano, beh, è il migliore al mondo". 

Comunque vada resterà un Europeo d'alto livello per il Portogallo: "I giovani hanno protato irriverenza e a volte questa è una cosa positiva, un po' di sana incoscienza. Quando riesci a unire freschezza, irriverenza ed esperienza dei senatori puoi costruire un gruppo vincente. C'è qualcuno che vuole vincere e sa come si fa".

"La Francia è stata trasformata in corso. Ha iniziato giocando a loro modo, poi lo hanno cambiato mettendo Griezmann dietro a Giroud. Contro la Germania hanno mostrato qualità individuali e di gruppo, ma contro di noi penso che proveranno ad avere il possesso palla e a pressare alto, giocando una partita diversa rispetto a quella con la Germania".

"Cristiano Ronaldo l'ho allenato 14 anni fa allo Sporting, non per molto. E' fatto così, lui vuole essere il migliore, il più perfetto possibile. Ora vuole migliorare ancora e si arrabbia con se stesso quando le cose non vanno bene. Noi dobbiamo rispettare molto la Francia che è un grande avversario, ma siamo concentrati su cosa dobbiamo fare. La finale non si gioca, si vince".

PEPE IN CONFERENZA

A fianco del ct Santos si è presentato Pepe, capitano del Portogallo che ha saltato la semifinale col Galles. "Sto benissimo e sono a disposizione del ct. La cosa importante è migliorare sempre e i giovani devono averlo a mente. Bisogna vincere ed essere al top per molto tempo. Contro la Germania la Francia ha mostrato tanta qualità, hanno grandi giocatori che giocano in club importanti e sarà una grande sfida. Spero che i miei compagni siano al massimo della forma".

Di fronte ci sarà quel Griezmann battuto in finale di Champions: "Contro Antoine ho giocato molte volte, non è altissimo ma tatticamente è fenomenale perché sa in anticipo dove andrà la palla. Però non dobbiamo stare attenti solo a lui. Pallone d'Oro? L'importante è che Cristiano sia al top e mostri un'altra volta le sue qualità, è un esempio per tutti noi".

La finale dell'Europeo col Portogallo è una tappa fondamentale per Pepe: "La partita più importante della mia vita perché possiamo scrivere la storia. Chiunque di noi vuole scrivere il proprio nome sui libri. Sono passati dodici anni dall'ultima finale e questa volta sarà diverso, ci stiamo allenamento molto duramente. Io odio perdere".

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