MANOVRE NERAZZURRE

L'Inter non fa sconti per Hakimi e Lautaro: Marotta stoppa Psg e Atletico

Il club nerazzurro non ha intenzione di "svendere" i propri gioielli e studia vie alternative

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Lo stallo con il Psg nella trattativa per Hakimi ha un significato chiaro: l'Inter vuole ripianare il bilancio abbattendo il monte ingaggi e chiudendo il mercato con un saldo ampiamente positivo senza tuttavia svendere. E quindi, il marocchino non parte per meno di 75/80 milioni così come la valutazione di Lautaro (l'altro indiziato per fare cassa, nel mirino dell'Atletico Madrid di Simeone) non è inferiore agli 85/90. Difficile, probabilmente impossibile, che restino entrambi in nerazzurro, uno dei due partirà in nome della stabilità economica ma se anche così fosse l'uscente in questione sarebbe il solo big sacrificato. Non poca cosa, va da sè, ma di certo non una smobilitazione. 

Tra le uscite considerate necessarie, oltre a quelle scontate di Joao Mario e Nainggolan, potrebbe esserci anche quella di Perisic che con i suoi 5 milioni di ingaggio ha un peso notevole sul bilancio: il croato piace in Germania, sulle sue tracce ci sono l'Hertha Berlino e clamorosamente ancora il Bayern Monaco. Tra i giocatori in scadenza di contratto viaggiano verso il rinnovo annuale, a cifre chiaramente ribassate, D'Ambrosio, Ranocchia e con buone probabilità Young. Saluta invece Kolarov. In uscita, o per lo meno sul mercato, ci sono Vidal, Sensi e Vecino: una loro cessione (specie quella del cileno) aiuterebbe non poco a blindare i cosiddetti top a disposizione di Inzaghi ed evitare dolorosi sacrifici. Intoccabili, infine, Brozovic, Barella, Skriniar, De Vrij e Bastoni, a meno di offerte "indecenti" (ma questo, sia chiaro, vale per qualsiasi giocatore e per qualsiasi società). Stesso discorso per Lukaku, ovviamente, e anche per Sanchez che il nuovo tecnico vuole con sè: Inzaghi ha fatto sapere ad Alexis di contare su di lui e di considerarlo a tutti gli effetti un titolare.

Per le entrate, invece, tutto è rimandato al post-cessioni: l'interesse per Emerson Palmieri così come quello per Raspadori e Caicedo, giusto per fare degli esempi, sono subordinati infatti alle uscite. Uscite che, in ogni caso, saranno frutto di vendite e non svendite: su questo la coppia Marotta-Ausilio, con l'appoggio della proprietà, si è espressa chiaramente.

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