Veri e propri santoni della panchina che non sanno ancora dove saranno nella prossima stagione. Ecco cosa può succedere...
Sei allenatori in cerca di futuro, come i pirandelliani sei personaggi in cerca d’autore. Grandi nomi, veri e propri santoni della panchina che a oggi, fine febbraio, non hanno ancora certezze assolute su quella che sarà la loro collocazione nella prossima stagione. Sono sei storie tutte da raccontare, almeno in questa loro fase embrionale, perché molte pagine sono ancora da scrivere e forse non sono ancora nell’immaginazione dei rispettivi autori.
ALLEGRI
Il suo maestro Galeone è uscito allo scoperto senza porsi troppi problemi: “Non resterà alla Juve, sicuro”. Mai sottovalutare quello che dice il Gale quando parla di Max. Lui sa. Ma a una conclusione del genere si può arrivare anche con il ragionamento: se dovesse vincere la Champions League e con il quinto campionato consecutivo già in tasca, sarebbe l’allenatore livornese e voler pensare con attenzione alle sue scelte. Sarebbe difficile trovare nuovi stimoli per ricominciare il lavoro nello stesso posto. Se invece dovesse essere eliminato negli ottavi dall’Atletico Madrid, sarebbe il club a porsi degli interrogativi esistenziali. In mezzo a queste due ipotesi non c’è molto. La domanda seguente è: dove andrà Allegri? Da Madrid arrivano periodicamente segnali sulle intenzioni di Florentino Perez, che già l’anno scorso tentò pesantemente Max con alcune telefonate. Solari non verrà confermato e il Real sembra un’ipotesi interessante. In alternativa, Allegri non disdegnerebbe una soluzione inglese, considerando però che in questo momento l’unico club che sta riflettendo sul futuro tra quelli più prestigiosi è il Chelsea. Poi potrebbe anche presentarsi l’ipotesi Paris Saint Germain, visto che il club ha appena confermato il direttore sportivo Antero Henrique che ha pessimi rapporti con l’allenatore Tuchel.
CONTE
Tutti gli indizi lo dirigono verso la panchina dell’Inter. La filosofia dell’allenatore salentino è ormai chiara: mai subentrare a stagione in corso (l’esperienza all’Atalanta ha insegnato molto), possibilmente farsi affidare un progetto a lungo termine. L’Inter non è messa come era la Juve nel 2011, ma ha voglia di tornare ad altissimi livelli dopo questo periodo di astinenza da vittorie. Il rapporto con Marotta è rimasto molto buono e ci sono tutte le premesse per un accordo a lungo termine. Ovviamente Conte vorrà plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza, almeno nei limiti del possibile, ma questo Marotta lo sa meglio di chiunque altro.
MOURINHO
Si trova in una situazione che mai gli si era presentata nella sua lunga e onorata carriera: non vince un trofeo da quasi due anni, è stato esonerato da un paio di mesi e non ha ancora trovato qualcuno in grado di offrirgli un ricco contratto pluriennale. Non a caso ha accettato di fare il commentatore televisivo, ovviamente con un contratto alla Mourinho. Subito dopo essere stato cacciato dal Manchester United era stato accostato al Real Madrid, addirittura sembrava ci fosse una base d’accordo con l’ipotesi di anticipare il suo arrivo a gennaio. Qualche buon risultato di Solari ha rallentato tutto e adesso Mou rischia di doversi concedere un anno sabbatico, al di là di tutti i messaggi che manda in giro per il mondo.
SARRI
Da tempo si trova al centro di un mirino molto preciso, quello di Roman Abramovich. I tifosi del Chelsea sono contro di lui e i giocatori anche peggio, visto che raccontano ai giornalisti inglesi senza grandi reticenze quanto siano noiosi gli allenamenti del perfezionista toscano. Bisogna solo capire se Sarri riuscirà ad arrivare alla fine della stagione oppure si fermerà prima, tornando in Italia per pensare al suo futuro. Che potrebbe essere davvero alla Roma, dove il futuro di Eusebio Di Francesco è legato a mille possibili varianti. Difficile pensare che James Pallotta, dopo le pesanti esternazioni di questa stagione, possa decidere di ricominciare con la stessa guida tecnica. Sarri, al di là delle scontate smentite di rito, è decisamente un’opzione interessante.
SPALLETTI
Si sta giocando le sue ultime possibilità di restare all’Inter, anche se i segnali non sono incoraggianti. Dalla proprietà cinese sono arrivati abbastanza chiari: la fiducia a tempo che gli era stata data durante il periodo più oscuro della stagione è diventata fiducia almeno fino alla fine della stagione, ma le indicazioni devono essere decise. Dando per scontato che l’obiettivo minimo sarebbe la qualificazione in Champions League, questo potrebbe anche non bastare. Il segnale veramente forte dovrebbe essere la conquista di un trofeo, che poi sarebbe il primo dell’era post-morattiana. L’unico rimasto disponibile è l’Europa League. Il cammino è lungo, ma dopo il crollo di dicembre e gennaio la posizione di Lucio può essere puntellata solo da qualcosa di veramente importante.
ZIDANE
Fermo dall’inizio della stagione, dopo avere avuto la forza di dire no a una panchina del Real Madrid che era già sua, oggi si trova in una posizione decisamente privilegiata. Ha almeno tre possibilità che possono svilupparsi da qui al prossimo giugno. È l’erede designato di Allegri alla Juventus se si arriverà a un divorzio più o meno consensuale, ma ha anche la possibilità di tentare una nuova avventura in Premier League. La sua figura piace ad Abramovich per il suo Chelsea e c’è un vecchio discorso aperto con il Manchester United, che al momento pensa di confermare Solslkjaer ma potrebbe anche cambiare idea.