La Sampdoria è ormai a un passo dalla resa dei conti. Dopo l'ennesima disfatta casalinga — la sconfitta maturata ieri sera al Ferraris contro l'Arezzo tra la rabbia e la dura contestazione dei tifosi — la società blucerchiata ha maturato la decisione di interrompere il rapporto con Bernardo Corradi. A nulla è servito il fatto che il tecnico abbia diretto regolarmente questa mattina la seduta di scarico a Bogliasco per i calciatori non impiegati a Marassi, il suo ciclo alla guida della prima squadra è arrivato al capolinea come conferma l'annuncio ufficiale del club: "L’U.C. Sampdoria comunica di aver sollevato Bernardo Corradi dall’incarico di allenatore responsabile della prima squadra. Il club desidera ringraziare Corradi per la dedizione dimostrata nel corso della sua esperienza in blucerchiato e rivolge un ringraziamento anche all’allenatore in seconda Massimo Mutarelli e al collaboratore tecnico Stefano Fiore. Il nuovo allenatore responsabile e lo staff tecnico verranno annunciati nelle prossime ore".
A condannare Corradi sono stati i numeri implacabili di un avvio di stagione da incubo: cinque sconfitte, un pareggio e una sola vittoria nelle prime sette giornate. Un ruolino di marcia che vede la Sampdoria sprofondata all'ultimo posto in classifica in Serie B, forte anche del triste primato di peggior difesa del campionato: una partenza negativa senza precedenti nella storia blucerchiata in cadetteria.
Per prendere il testimone in panchina, il nome in cima alla lista è quello di Marco Giampaolo. Per il tecnico nativo di Bellinzona si tratterebbe del terzo capitolo alla guida dei doriani. La sua prima esperienza resta legata a un felice triennio (2016-2019) sotto la presidenza Ferrero; il secondo passaggio, tra gennaio e ottobre 2022, era stato decisamente meno esaltante, pur con la conquista di una salvezza condita dalla vittoria nel derby (firmata Sabiri-Audero), prima di chiudersi con l'esonero dopo otto giornate. Sullo sfondo restano più staccate le candidature di Paolo Zanetti, Beppe Iachini e Luca D'Angelo. Tra la tifoseria, tuttavia, domina lo scetticismo: la sensazione generale è che un avvicendamento tecnico da solo non basterà a risolvere i problemi strutturali dell'ambiente.
Anatomia di una crisi infinita
Con l'addio a Corradi sfuma il terzo progetto tecnico estivo consecutivo interrotto a inizio campionato, dopo i precedenti fallimenti firmati Pirlo e Donati. L'eventuale innesto di Giampaolo porterebbe a nove il conto degli allenatori passati da Bogliasco nell'arco di soli due anni, testimoniando un clima di profonda spaccatura con la piazza, mai così teso neppure nei momenti più bui della gestione Ferrero.
Le radici dell'attuale baratro risiedono in una diffusa mancanza di chiarezza societaria, a partire dai contorni mai del tutto definiti della proprietà del Sud Est asiatico. A questo si aggiungono scelte sportive e gestionali assai discutibili: dai casi enigmatici come la gestione di Lorenzo Insigne alla vigilia della gara con l'Arezzo, fino all'azzardo di affidare la porta a Peter Vindahl — unico profilo d'esperienza dopo la partenza di Ghidotti, rivelatosi però altamente deleterio sul piano delle prestazioni — passando per il ricorso sistematico a un mercato degli svincolati dai riscontri finora fallimentari.
In definitiva, affidare una rosa così fragile a un allenatore esordiente si è rivelato un rischio insostenibile per una squadra lontanissima dal poter lottare per la Serie A. Se staff tecnico e calciatori hanno gradualmente mostrato tutti i propri limiti sul campo, le responsabilità principali di questa parabola discendente ricadono inevitabilmente sui vertici dirigenziali e sulla proprietà.