Le mascherine olandesi che si trasformano in fiori

L'invenzione arriva da Utrecht: ecco l'alternativa ecologica alle più comuni mascherine in stoffa

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Il sottovalutato problema dell’inquinamento ambientale causato dalle mascherine costituisce oggi una gravità da tenere sotto stretta osservazione. Ogni giorno vengono gettate circa 3 milioni di mascherine al minuto, per un totale di oltre 129 miliardi al mese, secondo quanto stimato dai ricercatori dell’University of Southern Denmark. I dati disponibili non sono ancora abbastanza, ma gli esperti concordano sul fatto che l’impatto ambientale che mascherine e altri dispositivi medici di protezione comportano siano molto preoccupanti: camminando per le nostre strade ed i nostri parchi spesso capita infatti di imbattersi in mascherine incivilmente abbandonate per terra, potenzialmente dannose sia per l’ambiente sia per la fauna. A questo proposito a Utrecht, nei Paesi Bassi, sono state inventate delle mascherine biodegradabili al 100% che rappresentano un’alternativa ecologica e florale alle più comuni mascherine in stoffa.

Le cosiddette “mascherine in grado di far fiorire il mondo” vengono infatti realizzate con una carta di riso riempita di semi di fiori ed altri elementi tutti interamente biodegradabili (come ad esempio cardoncini di lana cardata e colla di fecola di patate per saldare il tutto) che dopo il loro utilizzo possono essere lasciate a germogliare in giardino, o all’interno di un vasetto di terra, per far nascere dei fiori quali fiordalisi ed altri semi tipici olandesi. Questa potrebbe quindi essere un’occasione per rendere felici le api e restituire allo stesso tempo qualcosa di bello alla natura.

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