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Aria e mobilità per le Nazioni Unite

La direzione è chiara tra auto a zero emissioni e città pensate attorno all'uomo

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Saranno fondamentali i prossimi 10 anni. Nei quali si dovrà sviluppare una mobilità a zero emissioni in grado di salvare il Pianeta. Parole di Rob de Jong, Responsabile dell'unità “Qualità dell'aria e Mobilità” del Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite. "Durante il lockdown c'è stata una diminuzione del trasporto globale fino all'80% che ha evidenziato i vantaggi della mobilità sostenibile - ha aggiunto -. Dobbiamo partire da qui".

Come si legge su https://modo.volkswagengroup.it/it la vita media di un'auto è di 20 anni il che dà l'idea di quanto siano cruciali le scelte di oggi sulla mobilità del futuro prossimo. Auto elettriche, spiega de Jong, ma anche città a misura di pedoni e ciclisti e sostenibilità del trasporti pubblici. 

"Che cosa accadrebbe se ogni impiegato lavorasse da casa un giorno alla settimana? Il traffico calerebbe in modo significativo, le grandi città potrebbero risparmiare miliardi di investimenti in infrastrutture e questi fondi potrebbero essere utilizzati per la mobilità rispettosa del clima”.

"Serve un progetto congiunto per la mobilità elettrica, che coinvolga Istituzioni e costruttori. Di più: non si tratta di vietare le auto, ma di pensare la mobilità intorno agli esseri umani piuttosto che intorno all'uso individuale delle auto" continua de Jong.

I Paesi Bassi in questo sono un ottimo esempio, perché disegnano le città secondo i bisogni delle persone, hanno eccellenti trasporti pubblici e sono pionieri dell’e-mobility. E Amsterdam è già una della capitali mondiali per l’utilizzo delle biciclette.

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