L'insostenibile inutilità della mascherina in campo

Un triste e confuso tentativo di educazione sociale

12 Set 2020 - 08:37

Cinquanta anni fa Fabrizio De André pubblicava il quarto vinile della sua straordinaria produzione, La Buona Novella, che fu accolto dalla critica con freddezza e dai suoi estimatori con malcelata delusione. Il fermento culturale dei moti sessantottini era sfociato in un lavoro decisamente singolare.

L’album concettuale era improntato integralmente sulla rilettura di alcuni passaggi del Nuovo Testamento: insomma l’anarchico Faber, nel momento in cui una generazione intera desiderava sentire cantate le proprie frustrazioni dal loro rappresentante più illustre, dava alle stampe un lavoro conservatore. Il cantautore genovese improvvisamente “servo del potere”.