IL COMMENTO

Sabatini: "Le mie plusvalenze a Roma erano reali, oggi so che altre erano taroccate"

L'ex ds giallorosso: "Chi ha sbagliato deve pagare"

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Plusvalenza. Questo termine che da anni ormai il mondo del calcio, e soprattutto del calciomercato, ha imparato a conoscere è tornato prepotentemente alla ribalta nelle ultime settimane. Una sorta di vaso di Pandora è stato scoperchiato portando alla ribalta casi di taroccamenti nemmeno così rari. Chi delle plusvalenze ha fatto un'arte è l'ex ds di Roma e Bologna, Walter Sabatini, scopritore di talenti poi rivenduti a peso d'oro: "Quando era alla Roma ne abbiamo sempre fatte e sono state nette e pulite. Oggi vedo che tante altre erano taroccate e chi ha sbagliato deve pagare".

Il calcio non si fermerà per questo - ha commentato Sabatini a Radio Radio -, ma almeno dovrebbero esserci le giuste sanzioni. Mi compiaccio delle mie e delle nostre plusvalenze ai tempi della Roma perché sono sempre state reali, pulite".

Nella chiacchierata Sabatini ha poi fatto un viaggio nella sua lunga carriera che al momento è in cerca di un nuovo capitolo. Uno dei più importanti è stato a Roma con tanti allenatori e giocatori esaltati: "Con Garcia mi sono illuso di vincere il campionato - ha ammesso Sabatini -, la squadra era davvero forte".

Quello è stato l'anno del famoso violino del tecnico francese a Torino contro la Juventus. "Lo stesso arbitro Rocchi mi ha detto: se potessi cancellerei quella partita dalla mia vita. Tre episodi dubbi e tutti a favore della Juventus, quel risultato doveva essere diverso. Potevamo vincere il campionato, ma non ho mai avvertito un clima persecutorio verso la Roma".

In giallorosso poteva arrivare Allegri in panchina, ben prima della proprietà americana: "Quando stava uscendo dal Milan - ha ricordato Sabatini - lo avevamo preso, poi non so cos'è successo e non è venuto. Ma non è l'unico allenatore nel calcio...".

Nel corso della carriera Sabatini ha avuto a che fare con i presidenti più diversi e importanti: "Zamparini si intendeva di calcio, con lui si ballava sempre il tip tap. Lotito è il miglior presidente della Lazio, la società era quasi in tribunale e lui con il suo coraggio l'ha portata a una dimensione europea. In Cina ho visto la potenza di Zhang, un semidio nemmeno considerato umano. Una potenza economica da far venire la nausea".

E poi Pallotta: "Su di lui devo sorvolare, anche se mi ha dato in mano la Roma".

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