"C'è stato un avvio di campionato importante ma non significa nulla, la strada è molto lunga e di insidie ce ne saranno tantissime. Tutti ci godiamo questo bel momento, è giusto che sia così, ma invito tutti alla moderazione. Conta ciò che faremo domani, non ciò che si è fatto ieri. Già sabato ci sarà una partita difficile, forse la più complicata di tutte quelle che abbiamo affrontato". Così il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, a Lazio Style Radio, sul positivo avvio di campionato dei biancocelesti.
Sabato la capolista se la vedrà con il Parma. "Vedrete che non sarà facile. Gattuso vive le sconfitte come la vittoria, con massimo equilibrio e serenità. Da una sconfitta bisogna trarne spunti positivi, così come da una vittoria bisogna trovare spunti positivi. Sta dimostrando di essere un allenatore di grandissime capacità, soprattutto morali", ha aggiunto. "Con Gattuso c'è sempre stata nell'aria l'idea di approdare alla Lazio. L'idea è nata all'indomani della separazione con Sarri, che saluto. Siamo andati su Rino ed è bastata una stretta di mano. A lui piacciono le sfide, fa parte del suo carattere. C'è stata subito un'intesa con la società e ci siamo messi al lavoro. Lui bleffa un po' ma questa squadra sta divertendo, ha delle idee chiare. I ragazzi stanno incarnando il suo spirito battagliero, perché Rino è tra i più amati in Italia per le sue gesta in Nazionale e per le vittorie. È un gladiatore, da battaglia. E chissà, credo che la squadra voglia emularlo da questo punto di vista. Domenica la squadra ha finito con 31-32 km/h come media, questo significa che i ragazzi fanno due-tre metri in più rispetto al passato. Stanno prendendo molto da lui. Lui incarna l'umiltà e il senso del sacrificio per quello che ha fatto nel mondo del calcio, è un uomo impostato e d'altri tempi. E trasmette tutto ai giocatori", ha aggiunto.
Fabiani poi si concentra sulla situazione legata alle proteste dei tifosi: "Come tutti hanno visto domenica a Torino c'è stato uno spettacolo nello spicchio dello stadio riservato ai nostri tifosi, con la gioia dei ragazzi di condividere con la propria gente la vittoria. Sarò ripetitivo e mi prenderò altri insulti, ma non fa niente, è il mio ruolo: il fatto che l'Olimpico sia vuoto la sento un po' come una sconfitta, un macigno, mi pesa molto. Roba da non dormirci la notte. Rifacendomi a situazioni molto più serie di queste come le guerre, penso che esistano le tregue".
Messaggio chiaro ai sostenitori biancocelesti: "Voglio lanciare un guanto d'amore e di buon senso: siamo tutte persone intelligenti, prendiamoci una tregua. Poi ognuno rimane sulle proprie posizioni. Questo significherebbe qualcosa di importante per questi ragazzi, per i giocatori, per l'allenatore. Non c'è un problema di botteghino, non c'entra nulla una questione economica. Ma mi piacerebbe vedere già da sabato uno stadio pieno, al di là del risultato che mi auguro sia positivo. Anche quando non lo fosse mi piacerebbe accarezzare un ambiente festoso, tra tifosi e calciatori. Cosa desidero da questo campionato? Una tregua. Penso sarebbe il campionato più bello che io possa aver mai vinto", ha aggiunto.