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Juve, avanti con Spalletti ma la fiducia è a tempo: il club chiede risposte

Dopo il tracollo con la Lazio il tecnico non è più intoccabile: serve una svolta tra Rennes, Lecce e Genoa dopo un inizio in Serie A peggiore rispetto a Tudor

20 Ott 2026 - 08:31
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Avanti con Luciano Spalletti. Senza dubbi, ma con una fiducia che inizia inevitabilmente a diventare a tempo. Il tecnico della Juventus per il momento resta saldo sulla sua panchina, anche se la dirigenza lo spinge a trovare soluzioni per far svoltare la squadra. In questo senso, saranno decisive le sfide contro Rennes, Lecce e Genoa. Non solo per risultati e classifica (Juve prima in Europa League e a -4 dalla zona Champions in Serie A), soprattutto per capire se l'allenatore ha in pugno il gruppo. 

Il tracollo dello Stadium contro la Lazio (0-3) può aver segnato un prima e un dopo nell'avventura bianconera di Spalletti, che da ormai un anno lavora a Torino e raramente è riuscito a mostrare a pubblico e tifosi l'impronta che avrebbe voluto imprimere fin dall'inizio, quando si presentò dicendo di credere addirittura alla rimonta scudetto. Dodici mesi dopo, l'attuale mister ha fatto addirittura peggio di Igor Tudor come inizio in campionato: 11 punti contro 12. 

Questione di principi di gioco mai davvero applicati dai suoi calciatori, così come di un gruppo che non gli rema contro, ma nelle ultime settimane ha mostrato spaccature evidenti. Dallo sfogo di Conceicao in casa del Celta Vigo fino alle parole di Bremer dopo il ko con la Lazio, con il capitano brasiliano di fatto obbligato a un confronto con il resto del gruppo per chiarire le sue intenzioni.  

La domanda che si fanno i vertici del club, da John Elkann passando per Giovanni Carnevali e Ricky Massara, riguarda l'intera gestione e i riscontri delle ultime uscite. Juve che può crescere e fare passi in avanti oppure sta subendo un'involuzione? Le sfide contro Rennes, Lecce e Genoa dovranno dare risposte chiare. 

Per il momento, la Juventus non ha intenzione di mettere in dubbio la posizione di Spalletti, per quanto sulla tua testa aleggino già nomi di possibili sostituti, con l'idolo dei tifosi Antonio Conte in prima fila. Il tecnico non ha intenzione di mollare, anche perché aveva scelto Torino con un iniziale contratto di 8 mesi con la voglia di riscattarsi dopo la brutta parentesi in nazionale. Per Luciano non è finita qui, ma serve un cambio di rotta.