L'INTERVISTA

Buffon: "Gattuso come Lippi, lo risceglierei come Ct. Juve, il problema non è l'allenatore"

L'ex capo delegazione azzurro: "In Bosnia fuori per un rigore, non si parli di disastro. Rino dà empatia ed è competente, la Juve vada fino in fondo con Spalletti"

20 Ott 2026 - 10:07
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"Se vedo una speranza, è nel continuare il lavoro di Spalletti fino in fondo. Se cambi cinque allenatori in quattro anni, il problema non può essere sempre e solo l'allenatore...". La tocca pianissimo Gigi Buffon, che da ex leggenda della Juventus e da fresco ex capo delegazione della nazionale allenata da Rino Gattuso si concentra soprattutto sui temi bianconeri e sulla Lazio dell'ex Ct in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. 

Qualche alibi per la "sua" Juve, tritata dallo stesso Gattuso nel 3-0 dello Stadium: "Non sarà la più forte della Juve, ma qualcuno sa che se togli Yildiz, Locatelli, Thuram, Ekhator, Milik e Grabara è come togliere Cannavaro, Buffon, Totti, Nesta e Pirlo all'Italia? Devi ricostruire e invece ti manca tutto. Spalletti non cerca alibi, ma ha anche giocato tre giorni dopo Vigo e dopo un lungo viaggio con arrivo alle cinque di notte a Torino. La Lazio correva al doppio della velocità. Bremer, forse il giocatore atleticamente più impressionante del campionato, ha preso un bel po' di metri da Dele-Bashiru. Sulla preparazione atletica con Rino non si scherza, spacca il capello".

Buffon ha capito le parole di Bremer dopo la gara, ma forse si sarebbe mosso in modo diverso: "Quando si parla, devi sempre essere nella posizione di quello che dà di più e si può permettere certe stoccate, devi metterti in discussione per primo".

Nessun dubbio invece su Gattuso: "L'ho suggerito come Ct perché sapevo avrebbe creato un rapporto con la squadra in pochissimo tempo, dato empatia e senso di appartenenza, al di là dei pregiudizi e delle etichette con cui combatte da sempre. Era in panchina da 12 anni, aveva esperienza e carisma per risollevare la nazionale da quella crisi d'identità". Poi aggiunge: "Era il Ct perfetto in quel momento. Se poi uno lo vuole elegante come Zidane, alto uno e novanta, che parla un italiano forbito e si rade ogni giorno, forse sta cercando altro".

Con la Lazio si stanno vedendo i risultati: "Nei pronostici era tra nono e undicesimo posto. Se arriva tra le prime sette è un grande risultato, tra le prime sei grandissimo, in Champions sarebbe qualcosa di assoluto. Vedo una squadra rinvigorita, con coraggio, idee e agonismo. Merita complimenti. In Gattuso rivedo Lippi nella gestione del gruppo e nel far esprimere vitalità a ogni giocatore". 

In azzurro, però, le cose sono andate diversamente. Eppure Buffon difende a spada tratta il lavoro di Gattuso nonostante la mancata qualificazione ai Mondiali: "Giocando in casa della Bosnia, dove nel calcio d'oggi hai il 50% di possibilità di vincere, in 10 per 80', dopo aver sbagliato tre gol, e con un'espulsione gigantesca su Palestra non vista, davvero qualcuno può parlare di disastro? Fosse finita 1-0 avrebbero detto tutti che cuore, che difesa. Dopo i rigori, che fallimento. Penso abbia poco senso giudicare così".