Il dilemma centravanti di Spalletti: chi è l'uomo giusto per Luciano? Chi potrebbe funzionare, chi no... E quel sogno Osimhen
La ricerca del bomber perfetto per il tecnico è un tormento che la Juventus spera di risolvere entro fine mercato
di Umberto PorrecaLa questione centravanti alla Juventus ha tenuto banco tutta l'estate, alla fine la punta è arrivata ed è ovviamente Randal Kolo Muani. Dopo l'esordio con il Frosinone, però, Spalletti ha utilizzato con il centravanti il bastone e la carota: la critica nei confronti del francese è stata dura, Luciano gli ha raccomandato di "non sentirsi eccezionale" e gli ha ricordato che "se non gioca da due anni un motivo c'è". Poi, però, è arrivata la carezza: "Sa prendere palla, sa andare nello spazio ed è forte fisicamente". La chiosa finale dell'intervento del tecnico di Certaldo è in qualche modo tuttavia una doccia fredda per l'attaccante e per la Juventus: "L'attaccante che stiamo cercando potrebbe essere uno con caratteristiche diverse". Da comprendere, a questo punto, quali possano essere le caratteristiche che Spalletti chiede, dato che alla Juventus attualmente sono accostati Joshua Zirkzee e Alexander Sorloth, sostanzialmente due attaccanti diversi come il giorno e la notte. Caratteristiche che l'allenatore non ha assolutamente trovato in Lois Openda e Jonathan David, uno spedito a Lione in apertura di mercato e l'altro sostanzialmente bocciato in termini definitivi.
Perché Zirkzee si, perché Zirkzee no
Joshua Zirkzee rappresenta per molti un enigma tecnico: di ruolo è effettivamente un nove, ma del nove non ha le caratteristiche classiche nè tecnicamente nè fisicamente. Alto 193 centimetri, tecnicamente sopraffino, è un attaccante che non ama però l'area di rigore, è un centravanti-trequartista a cui piace molto più allontanarsi dai sedici metri rispetto al battagliare fisicamente con i centrali avversari. Inoltre, e questo lo dicono i numeri, non segna molto: la sua migliore stagione in carriera in termini di numeri, a 25 anni, è stata la 2021-22 in maglia Anderlecht con 18 reti in 47 match. La stagione che lo ha rivelato al mondo come gran giocatore è stata invece la 2023-24 con il Bologna: prestazioni clamorose, stellari sotto il piano tecnico e della creatività, condite da 12 reti in 37 partite. Numeri buoni, non eccezionali, e se Spalletti chiede un bomber che la metta dentro senza tanti patemi d'animo in match come quello con il Frosinone l'olandese potrebbe ricevere gli stessi commenti di Kolo Muani: "Queste son partite dove devi portare a casa dei gol perché gli spazi erano tutti a suo favore".
Perché Sorloth si, perché Sorloth no
Alexander Sorloth probabilmente è quello che concilia meglio il piano tecnico con la presenza in area: è un attaccante di dimensioni ciclopiche, 195 centimetri per circa 90 chilogrammi, una fisionomia che ricorda il gigantesco Jack Reacher protagonista della serie di libri di Lee Child. A dispetto delle qualità fisiche e del colpo di testa devastante, Sorloth è inaspettatamente agile e abile con la palla, è capace di servire assist ed è bravo in conduzione. Con la Norvegia, per esempio, fa spesso l'ala destra. All'Atletico Madrid ha numeri eccezionali in termini di reti: 107 presenze, 44 gol e 3 assist in 5130 minuti di impiego. Il conto è presto fatto: 1 gol ogni 116 minuti, 1 gol o assist ogni 109 minuti. Quelli al Villarreal, nella stagione 2023-24, sono anche migliori: 41 presenze, 26 gol e 6 assist in 2954 minuti, 1 gol o assist ogni 92 minuti. E allora, cosa inserire nel capitolo perchè no? L'età, senza dubbio: Sorloth è un classe 1995, ha 30 anni (è di dicembre) e richiede un investimento comunque molto massiccio, in termini economici probabilmente pari o poco sotto a quello per Kolo Muani, pur avendo 3 anni in più del francese. Se per Spalletti i suoi servigi sarebbero perfetti sul piano calcistico, forse l'aspetto economico è ciò che per ora ha frenato la cosa. Oltre ovviamente al fatto che l'Atletico Madrid è alle prese con l'infinita grana Alvarez, ormai inviso a tutto l'ambiente e fischiato sonoramente, e non vorrebbe privarsi nel norvegese.
Dusan, ne è valsa la pena?
Spalletti, probabilmente, aveva già in casa l'attaccante che conciliava i gol con il gioco. Il tecnico di Certaldo, però, è stato molto sfortunato nell'incrociare la traiettoria di Dusan Vlahovic in bianconero quando la frattura del serbo con la società era ormai insanabile: le caratteristiche fisiche e calcistiche dell'ex juventino sia in termini di reti che di partecipazione rispondevano alle richieste di Luciano, non facendo lo stesso ovviamente con quelle della Juventus sul piano economico. Eccessivo lo stipendio richiesto, oltre a qualche sopracciglio sollevato sulle condizioni fisiche tormentate dalla pubalgia negli ultimi due anni. Rimpianti non ce ne sono, pensieri a cosa poteva essere e non sarà, forse, si.
E Osimhen?
Il nome di Victor Osimhen gioca a rincorrersi con quello della Juventus ormai da anni, da quando cioè il nigeriano ha lasciato il Napoli. Victor e Luciano si sono adorati, amati, hanno vinto insieme uno scudetto storico in Azzurro e l'allenatore è stato il vero amore tecnico della carriera del centravanti. Inoltre, Osimhen avrebbe una speciale clausola Anti-Italia nel proprio contratto con il Galatasaray: se i turchi lo cedessero a una formazione della Serie A dovrebbero pagare una penale salatissima, perlomeno per due anni. La circostanza è stata smentita dal presidente del Gala, ma i dubbi restano, e inoltre sul Bosforo il nigeriano percepisce uno stipendio folle: 18 milioni l'anno più 2 di bonus fino al 2029. Troppo, tenendo anche in considerazione che il club turco l'ha pagato 75 milioni ed è altamente improbabile che accetti di perdere soldi su un investimento così colossale. Le vie del mercato sono infinite, è vero, ma alcune sembrano davvero difficilissime da percorrere.