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Il nuovo re dei bomber del campionato è già l’idolo dei Fantallenatori e ora sogna anche la Nazionale, Mancini osserva e uno scout azzurro ieri sera era allo Stirpe
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Un avvio di campionato pazzo e sorprendente, con un protagonista assoluto che nessuno aveva preventivato a questi livelli. Dopo sette giornate di Serie A, in cima alla classifica marcatori c'è Antonio Raimondo: 7 gol realizzati, uno in più di Donyell Malen e più di qualunque altro centravanti del nostro campionato. Grazie alle sue prestazioni da trascinatore, il Frosinone vola in classifica a quota 13 punti e insediandosi a ridosso delle zone nobili del campionato sogna perfino la Champions League.
Nato a Ravenna ma con forti radici cilentane (trasmesse dal padre Pietro, da sempre suo punto di riferimento), Raimondo ha vissuto un percorso fatto di cadute e rinascite. Cresciuto tra Azzurra Ravenna e Cesena, nel 2018 affronta il fallimento del club romagnolo e passa al Bologna. L'impatto con la realtà emiliana è inizialmente duro — la lontananza da casa pesa e la prima annata in Under 15 si chiude con zero reti —, ma il talento emerge presto.
A soli 17 anni, nel maggio 2021, arriva l'esordio in A contro il Verona per intuizione di Sinisa Mihajlovic, seguito un anno dopo dalla prima da titolare contro il Genoa. Poi inizia il classico "pellegrinaggio" in prestito: i 9 gol a Terni, seguiti dalle parentesi opache a Venezia e Salerno, dove l'avventura si chiude con la retrocessione della Salernitana.
La vera svolta arriva nell'estate 2025 a Frosinone, sotto la guida di Massimiliano Alvini e del ds Renzo Castagnini. Raimondo trascina i giallazzurri al ritorno nella massima serie siglando 11 reti (più 1 in Coppa Italia) e diventando il più giovane calciatore a raggiungere la doppia cifra nel campionato cadetto. Il Bologna ne blinda il cartellino con un rinnovo fino al 2028 e prolunga il prestito in Ciociaria per permettergli la definitiva consacrazione.
L'impatto con la Serie A è stato devastante. Raimondo ha già collezionato tre marcature multiple in sette gare: due doppiette contro Venezia e Fiorentina, prima della clamorosa tripletta di ieri sera nel 4-2 rifilato al Sassuolo, la prima tra i professionisti per lui. Nella storia del nostro campionato solo Zlatan Ibrahimovic era riuscito a siglare almeno tre marcature multiple nelle prime sette giornate.
Centravanti moderno di 185 centimetri, dotato di un mancino velenoso, rapidità e grande generosità difensiva, Raimondo ha dichiarato di ispirarsi a modelli come Mauro Icardi e soprattutto Edinson Cavani: "Mauro in area aveva una cattiveria come pochi. Cavani era un trascinatore: mi trasmetteva passione, carisma. Quando tornava indietro ad aiutare i compagni... l'essenza del calcio."
Dopo la tripletta al Sassuolo il classe 2004 era il ritratto della felicità, ma davanti ai microfoni ha comunque tenuto i piedi per terra: "I paragoni sono troppo grossi. Penso a dare il massimo partita per partita e a seguire il mister. Io sono arrivato qui dopo una stagione difficile e l'anno scorso abbiamo vinto il campionato. Grazie ad Alvini sto facendo dei miglioramenti enormi, devo solo ringraziarlo." Poi il messaggio ai fantallenatori che hanno puntato su di lui: "Ringrazio per la fiducia chi mi ha scelto, all'inizio non penso che si aspettasse questo: è stato bravo e anche fortunato a prendermi".
Nel percorso di Raimondo c'è un posto speciale per Sinisa Mihajlovic, il primo a credere in lui a livello professionistico: "Lo ringrazierò per tutta la vita. A 16 anni mi chiamò in prima squadra per gli allenamenti, era un sogno. Poi in conferenza stampa annunciò che mi avrebbe fatto esordire: stavo andando ad allenarmi e mi ritrovai inondato di messaggi dai miei amici."
Ora, dopo aver vestito la maglia dell'Under 21 guidata da Silvio Baldini, per il capocannoniere del campionato le porte della Nazionale sembrano essere tutt'altro che lontane. Con Roberto Mancini sulla panchina azzurra — da sempre attento al lancio dei giovani talenti —, le prestazioni di Raimondo rappresentano una candidatura forte per i prossimi impegni di Nations League e infatti ieri sera uno scout della Nazionale era sulle tribune dello Stirpe.
In un momento in cui l'Italia è alla ricerca di attaccanti di rendimento e prospettiva, il bomber del Frosinone sta dimostrando sul campo che i giovani italiani di talento ci sono: basta solo aver il coraggio di farli giocare.