DAKAR 2021

La seconda edizione della Dakar "saudita" si chiude con la scomparsa di Pierre Cherpin

Il motociclista francese muore durante il trasferimento in patria, cinque giorni dopo l'incidente avvenuto nella settima tappa del rally.

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Non ce l'ha fatta Pierre Cherpin, il motociclista francese che era rimasto vittima di un grave incidente  nel corso della settima tappa della "Dakar" di domenica scorsa. Il 52enne imprenditore e velista era alla sua quarta partecipazione al rally. Cherpin aveva riportato un gravissima trauma cranico ed era tenuto in coma farmacologico. Dopo un primo trasferimento da Sakaka a Jedda, era stato deciso il suo trasferimento in patria. Il decesso è avvenuto proprio mentre il francese era a bordo di un volo speciale diretto a Lille.

"Sono un pilota dilettante, non  voglio vincere ma andare alla scoperta di paesaggi che altrimenti non avrei mai l'opportunità di vedere. È tutto emozionante: guidare la moto, soddisfare la propria passione, provare a conoscermi fino in fondo".

Non erano molto diverse da quelle di buona parte dei concorrenti della Dakar (in pratica tutti, tranne piloti ufficiali e professionisti), le motivazioni e le aspirazioni di Cherpin. Erano, quindi, quelle più genuine e più vicine allo spirito stesso del rally avventura più affascinante e ricco di tradizione, la cui storia ormai più che quarantennale è costellata di lutti, soprattutto tra i motociclisti. Cherpin aveva preso parte per la prima volta alla "Dakar" nel 2009, l'anno in cui la corsa aveva abbandonato l'Africa per rilanciarsi in Sudamerica. Vi era tornato tre anni più tardi ed in entrambe le occasioni aveva raggiunto il traguardo finale. Si era invece conclusa con un ritiro per rottura del motore la terza partecipazione, nel 2015.

L'incidente che sarebbe poi costato la vita a Cherpin è avvenuto il 10 gennaio, lo stesso giorno della morte (dopo una lunga malattia) di Hubert Auriol, tre volte vincitore della Dakar e poi per quasi un decennio suo Direttore di Gara. Con lo sfortunato dilettante francese, il numero dei concorrenti che hanno perso la vita nei quarantatrè anni di storia della Dakar arriva a quota trentuno ma sale addirittura a settantasei includendo nel conto meccanici, accompagnatori e vittime tra la popolazione locale. In particolare, la scomparsa di Cherpin segue di dodici mesi quella di due altri motociclisti nella scorsa edizione del rally, la prima appunto in Arabia Saudita.  A perdere la vita per incidente erano stati il 12 gennaio il portoghese Paulo Gonçalves (pilota ufficiale Hero) ed un altro pilota dilettante: l'olandese Edwin Straver, deceduto in ospedale in patria, otto giorni dopo la caduta nell'undicesima tappa del 16 gennaio.

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