INDYCAR IN TEXAS

Il campionato Indycar scatta in Texas con un programma superconcentrato

Dopo la NASCAR, negli Stati Uniti la stagione motoristica entra nel vivo con la "prima" della Indycar al Texas Motor Speedway

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Tutto in una notte: la NTT Indycar Series è pronta al via di una stagione che prova a mettersi alle spalle la pandemia con un calendario rivoluzionato e in qualche modo ... indycentrico. Quattordici appuntamenti, tre dei quali appunto a Indianapolis e la 500 Miglia spostata alla quarta domenica di agosto. Il debutto questa sera in Texas: prove libere, qualifiche e gara nello spazio di poche ore, naturamente a porte chiuse.

Un'ora e cinquanta minuti di prove libere, con trenta minuti riservati ai rookies, seguiti dalle qualifiche, con un giro secco a disposizione di ciascun pilota per guadagarsi il proprio posto sulla griglia. Quindi la gara in "prime time": 200 giri sotto i riflettori, al posto dei 248 del programma originale. La Indycar 2020 sta per iniziare così, con la Genesys 300 sulTexas Motor Speedway, uno degli ovali più difficili, dove i protagonisti della serie daranno il via ad un campionato che, subito dopo il debutto, osserverà una pausa di un mese prima di scendere di nuovo in pista a Indianapolis nella data altamente patriottica di sabato 4 luglio. In quel caso si correrà sul circuito stradale dell'Indianapolis Motor Speedway, come avverrà poi di nuovo sabato 3 ottobre, a completare una "double-header" ... distanziata! Appuntamento invece al weekend di Ferragosto e poi a domenica 23 agosto per qualifying e raceday della 104esima edizione della 500 Miglia di Indianapolis.

la serie ha da quest'anno un nuovo padrone: si tratta di Roger Penske che alla fine dello scorso anno ha riilevato la gestione del campionato, acquistando dalla famiglia Hulman l'Indianapolis Motor Speedway e la 500 Miglia stessa. Ed i piloti del Team Penske (Josef Newgarden, Wil Power e Simon Pagenaud) sono i principali favoriti nella corsa al titolo, con Scott Dixon (Ganassi Racing) ed i portacolori di Andretti Autosport (Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay, James Hinchcliffe e Marco Andretti) come rivali più accreditati nella caccia al successo finale, oltre che a quello nella Indy 500 che - va da sè - vale quanto se non più del titolo stesso. 

Due i rookies al via della stagione: Rinus VeeKay (Carpenter Racing) e Oliver Askew sulla Dallara Arrow McLaren SP, la squadra con la quale nel mese di agosto Fernando Alonso darà per la terza volta l'assalto alla "500", il "gioiello" che all'ex ferrarista manca per completare la sua Triple Crown. In pista ci sarà. per la sua stagione finale, anche Tony Kanaan (AJ Foyt Racing). Il brasiliano, campione Indycar nel 2004 e vincitore della 500 Miglia di Indianapolis nel 2013, ha un programma limitato a cinque gare su ovali ma al tempo stesso la possibilità di portre a quota 318 (in Texas) il suo primato di gare consecutive, allungando una serie iniziata nel lontano 2001 a Portand, che lo vede primatista assoluto davanti a Scott Dixon (258) e Marco Andretti (234).

 

Tutto da seguire un altro debutto: quello dell'Aeroscreen, la struttura di protezione dell'abitacolo, equivalente dell'Halo in uso in Formula Uno ma decisamente più "invasivo" di quest'ultimo, trattandosi in pratica di una struttura simile a quella che sigilla il cockpit degli aerei da combattimento. Messa a punto da Indycar e da Red Bull Advanced Technologies, l'Aeroscreen è formato da un telaio Pankl e da un parabrezza in plexiglas PPG che prevede un sistema di antiappannamento ed è dotato di prese d'aria. L'Aeroscreen è stato collaudato a Indianapolis, Barber Motorsport Park, Richmond e sul Circuit Of The Americas di Austin. Verrà montato sulle Dallara Indycar in tutte le gare della serie: su ovali, stradali e cittadini.

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