Se l’aspettava diversamente questo primo mondiale: Vincenzo Montella pensava di arrivare in conferenza stampa per la terza sfida contro gli Usa in corsa per giocarsi il primo posto del girone con i padroni di casa e, invece, è già fuori da tutto.
Prima di accettare il fuoco di domande dei media turchi, Montella ha fatto un’introduzione lunghissima per difendere se stesso, i suoi giocatori e respingere critiche a suo dire troppo violente e immotivate: “Questi calciatori meritano molto più rispetto di quello che è stato dato loro, sono l’orgoglio e i figli di un Paese. I figli miei e i figli vostri. Vanno difesi, criticati se serve, ma mai dal punto di vista personale e con toni offensivi come negli ultimi giorni. Come si fa a dire che abbiamo perso perché non c’era unione e fratellanza in questa nazionale? Noi siamo davvero una famiglia. C’erano tre persone fuori dal nostro albergo a contestarci a Los Angeles e hanno fatto più notizia delle centinaia che ci hanno sostenuto, questo è intollerabile”. In più, il tecnico ha difeso il percorso fatto da quando ha preso l’incarico nel settembre 2023, elencando uno per uno i suoi successi e snocciolando tutte le statistiche in cui la sua squadra eccellerebbe in questo Mondiale assai bizzarro per la Turchia: “Siamo primi tra tutte le nazionali per azioni nell’area avversaria, primi per azioni nell’ultimo quarto offensivo, secondi per ingressi nell’area avversaria, terzi per chance create e così via… È vero che bisogna segnare e non ci siamo riusciti, quindi abbiamo sbagliato qualcosa, ma ci siamo avvicinati così tanto… Se fosse entrato anche solo uno dei 61 tiri in due partite, avremmo raccontato altro. Per questo non possiamo distruggere tutto e così chiedo al popolo turco di starci vicini”. In più, Montella ha ricordato le condizioni di partenza, non le più semplici vista la coda della stagione regolare: “C’erano tanti ragazzi arrivati qua non al meglio, come Yildiz, Calhanoglu e Arda Guler: anche loro mi hanno dato tutto e li ringrazierò per sempre, li rifarei giocare 1000 volte”. A metà luglio ci sarà un’importante riunione federale a Istanbul che deciderà il destino di tutti, ma Montella guarda già oltre: “Ho visto i volti sofferenti e feriti dei miei ragazzi, ma con molti di loro abbiamo altri obiettivi: la Nations League e poi un nuovo Europeo, in cui speriamo di fare ancora meglio dell’ultimo in cui siamo arrivati ai quarti. Ma serve l’aiuto di tutti: 24 anni senza Mondiale non sono bastati alla Turchia per capire che solo l’unione ci aiuta?”