BOSNIA

Mondiale 2026, Bosnia: pasticcio Muharemovic, il suo torneo potrebbe già essere finito

Partita quasi perfetta vanificata dall'espulsione per fallo da ultimo uomo, Dzeko è una presenza positiva ma dopo un'ora esce sfinito

di Enzo Palladini
18 Giu 2026 - 23:19
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L’aveva pensata abbastanza bene, il CT Barbarez. Squadra molto raccolta, difesa che sembrava impenetrabile. La Bosnia ha tenuto tutto sotto controllo per quasi ottanta minuti. Non aveva fatto i conti con la voglia estrema del giovane Johan Manzambi, entrato per sconvolgere tutto. È finita male, ora la Bosnia è a forte rischio eliminazione. E il risultato è davvero troppo severo.

Di quarantenni in ottima forma se stanno vedendo diversi in questi giorni. Edin Dzeko però la prima partita non l’aveva disputata, reduce da un infortunio che ne limitava le potenzialità. Ma è ovvio che gli basta pronunciare le due paroline magiche (“Sto bene”) per imporre al CT Barbarez di mandarlo in campo. Un atto dovuto sul quale non potrebbe mai esserci pentimento, perché l’ex attaccante di Roma, Inter e Fiorentina, anche se corre poco e si butta raramente in mezzo all’area avversaria, ha un repertorio di giocate che nessuno può vantare tra gli attaccanti bosniaci. Non sarà più il goleador spietato di una volta, ma resta un punto di riferimento per tutti. Dopo un’ora di gioco comincia ad accusare la stanchezza e si prende un cartellino giallo. Poi esce. Ancora sullo 0-0.

Qualche incertezza nella gara d’esordio aveva leggermente rosicchiato il voto in pagella di Tarik Muharemovic. Ansia da prestazione, forse. Sindrome da esordio mondiale, più verosimilmente. Contro la Svizzera per ottanta minuti si rivede il Muharemovic versione muro, il difensore che non ha lasciato scampo agli attaccanti italiani nella gara che ha buttato fuori gli azzurri da questo Mondiale. Sempre perfettamente posizionato, sicuro nei colpi di testa, preciso negli anticipi. Poi all’improvviso crolla tutto. Pochi secondi rendono la sua giornata un vero e proprio incubo. La Svizzera trova la palla in verticale per Embolo, il difensore del Sassuolo deve inseguirlo e lo tira giù senza pietà prima dell’ingresso in area. Cartellino rosso inevitabile, probabilmente il Mondiale di Muharemovic finisce qui perché la qualficazione si complica parecchio.

Sead Kolasinac ha tutte le qualità dei difensori moderni senza condividerne i difetti. Sa marcare gli avversari, come facevano gli stopper degli anni Settanta. Ma sa anche coprire la zona. L’Atalanta lo ha migliorato ulteriormente, adesso è un difensore che non ha più paura di nessuno. Una barriera insormontabile, perfetto complemento di Muharemovic che gioca più centrale. Ma Kolasinac ha altri due grandi pregi: la leadership (non a caso prende la fascia da capitano quando Dzeko esce dal campo esausto) e la capacità di andare a dare una mano anche nell’altra metà campo. In quanto al lavoro ordinario, gli basta stare fermo con quelle spalle larghissime per intimorire gli avversari. Tutto questo funziona bene per quasi ottanta minuti, poi esce Muharemovic e non è più una partita.