Suo papà sta male e la situazione è seria. Già questo basterebbe per complicare il Mondiale di Leo Messi. Come se non bastasse, si è aggiunto l'episodio che non rende onore a chi svolge questo mestiere: la falsa notizia della morte del padre a cui sono seguite le scuse, le lacrime e le dimissioni della giornalista autrice della macabra fake news.
Ci vuol altro per stendere un campione di questo livello. Lui continua ad allenarsi con i compagni, forte del clima straordinario che si è creato sotto la gestione Scaloni. I campioni del mondo in carica sono amici, si conoscono da anni, hanno vinto insieme la Coppa del mondo in Qatar, due Coppe America e la Finalissima (il trofeo messo in palio tra i campioni del Sudamerica e quelli d'Europa). Hanno vissuto mille battaglie e si vogliono bene. Senza invidie e gruppetti slegati tra di loro. Leo è il loro punto di riferimento e faranno di tutto per aiutarlo a battere altri record. Potrebbe vincere per la prima volta il titolo di capocannoniere di un Mondiale (al momento è in testa a quota tre con David del Canada), oltre a diventare il Re assoluto dei bomber della Coppa del Mondo (è al top anche qui con 16 gol alla pari di Klose).
Lunedì c'è l'Austria e spera di continuare il feeling con il gol e la vittoria. Anche se restare concentrati è dura, soprattutto quando c'è chi specula su un dolore tanto grande.